LECCE – Cade in un processo  l’accusa di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice contestata a Marcello Petracca, 63enne di Lecce, legale rappresentante della Casearia salentina s.r.l., impresa attiva nella produzione e vendita di prodotti caseari L’imputato è stato assolto dal giudice monocratico Silvia Saracino con la formula perché il fatto non sussiste. La vicenda ruota attorno al fallimento della ditta. L’indagine è stata avviata dopo la denuncia di un ex dipendente che, per l’attività lavorativa svolta, non aveva ricevuto il corrispettivo pari a 13mila e 800 euro.

Avviato un decreto ingiuntivo, la società non avrebbe adempiuto al pagamento richiesto ponendo a pignoramento alcuni beni. Nel corso della procedura esecutiva, l’ex dipendente avrebbe appreso che tali beni non potevano essere venduti perché la Casearia Salentina aveva avviato una serie di operazioni “per sottrarre illecitamente i beni sottoposti a sequestro”. Secondo quanto ipotizzato, il professionista nel periodo in cui era stato nominato custode del generatore avrebbe sottratto un vapore di caldaia e di una macchina per impacchettare il burro, beni sottoposti a pignoramento.

Anche attraverso un’articolata memoria difensiva depositata dall’avvocato Vito De Pascalis è emersa l’assoluta correttezza dell’operato dell’imprenditore. In aula è stato dimostrato come  i beni pignorati risultassero sempre nel luogo in cui dovevano essere custoditi, ossia presso la sede di Casearia Salentina s.r.l. oggi in fallimento. Una ricostruzione avvalorata dal verbale di inventario redatto dal curatore che, espressamente, avrebbe indicato i beni in questione tra quelli rinvenuti presso la sede della società fallita. Un’analisi dei fatti confermata nelle motivazioni depositate dal Tribunale insieme alla sentenza. In un passaggio, il giudice evidenzia come gli esiti dell’istruttoria non abbiano consentito di ritenere provata la responsabilità penale tanto da assolvere l’imputato con formula piena.

F.Oli.