LECCE – Si è svolto nelle scorse ore l’incidente probatorio della bambina di neppure sei anni che, secondo quanto denunciato, sarebbe stata molestata da un 41enne nigeriano. In mattinata, la piccola è stata sentita con le garanzie del caso presso la Procura dei Minori davanti al gip Antonia Martalò, al pubblico ministero Maria Rosaria Micucci e ad una psicologa giunta appositamente da Roma che, nei prossimi tre mesi, dovrà valutare con una perizia l’attendibilità delle dichiarazioni fornite dalla bambina. Il presunto molestatore è sempre detenuto. Si tratta, come detto, di un 41enne di nazionalità nigeriana assistito dall’avvocato Silvio Giardiniero.

Le indagini sono condotte dagli agenti della Squadra mobile specializzata nei reati contro le fasce deboli. La presunta violenza si sarebbe verificata il 28 maggio nel quartiere Rudiae. La bambina sarebbe entrata in casa di un amico di famiglia di origini nigeriane. All’interno, però, avrebbe trovato un altro uomo: il suo presunto molestatore. E il 41enne avrebbe costretto la minore a consumare un rapporto orale. La presunta violenza sarebbe emersa nelle ore immediatamente successive. La bambina ha raccontato l’episodio ai suoi genitori. Ed è scattato il tam tam per rintracciare l’uomo.

Le ricerche degli agenti della Mobile sono andate avanti fino al giorno successivo. Il 40enne è stato trovato e bloccato in un comune del nord Salento. Ed è stato arrestato. L’indagine, però, prosegue. Le dichiarazioni fornite dalla ragazzina potrebbero alimentare dubbi sulla genuinità del suo racconto. Nelle scorse settimane il pubblico ministero ha conferito incarico ad un consulente per eseguire esami biologici sul Dna di presunta vittima e molestatore in una vicenda sempre meno chiara e lineare.

F.Oli.

CONDIVIDI