SURBO (Lecce) – Un ordigno sotto casa, l’esplosione e la paura al culmine di una serie di molestie e persecuzioni. Non una sera qualisiasi ma la sera del 31 dicembre. Per quell’attenyato ai danni della moglie da cui era separato da tempo, Antonio Scozzi, pensionato residente a Surbo, è stato condannato a 2 anni e 3 mesi dal giudice monocratico Alessandra Sermarini a fronte di una richiesta di 2 anni e mezzo invocata dalla pubblica accusa. L’accusa di danneggiamento aggravato è stata assorbita dal reato di stalking. L’uomo era difeso dall’avvocato Giuseppe Lefons e, attualmente, si trova ai domiciliari proprio per quest episodio.

Il grave episodio si verificò di sera. Non una serata qualsiasi ma quella di san Silvestro. L’attesa per l’arrivo del nuovo anno venne bruscamente interrotta dall’esplosione di un ordigno rudimentale davanti al portoncino dell’abitazione della donna. La deflagrazione provocò danni e, soprattutto, un gran spavento tra i presenti. La donna chiese l’intervento dei carabinieri della stazione di Surbo. Ai militari raccontò di aver notato poco prima il marito che, già in passato, le aveva reso la vita un autentico inferno con una serie di telefonate e pedinamenti. Nel corso del processo, il legale di Scozzi ha sostenuto come il proprio assistito si trovasse in un bar al momento dell’esplosione per poi spostarsi altrove.

Inoltre le dichiarazioni della donna (che non si è presentata parte civile) non sarebbero state corroborate da alcun filmato delle telecamere di videosorveglianza installate all’esterno dell’abitazione. Per altre controversie con la moglie, Scozzi dovrà presentarsi nuovamente nei prossimi giorni davanti al gup per una nuova udienza.

F.Oli.