LECCE – Il problema delle carceri italiane è così incancrenito che non lo si può più risolvere dall’oggi al domani, ma basterebbero almeno dei rinforzi per alleviare il grande sforzo della polizia penitenziaria. Anche nel Salento la situazione è esplosiva con un nuovo padiglione che aprirà e l’istituzione del reparto psichiatrico senza che si vedano nuovi poliziotti. “Questa Segretria Regionale, DENUNCIA la gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria ormai diventata insostenibbile in quanto sta mettendo a dura prova lo stato psicofisico dei poliziotti, sottoponendo gli stessi a carichi di lavoro disumani, facendo prestare servizio oltre le 9/10/12 ore consecutive sia negli Istituti e sia nei Comandi dei nuclei traduzioni e piantonamenti nell’indifferenza dei vertici” – tuona Ruggiero Damato. La dura battaglia dell’Osapp ormai dura da oltre un decennio e si staglia davanti a una marea di dirigenti e politici che continuano a fare spallucce.

La situazione è più accentuata negli Istituti di Lecce e Taranto in quanto l’utenza detenuta è quasi il doppio della capienza regolamentare e la loro tipologia incide anche sui servizi dei nuclei traduzioni in quanto appartenenti alle organizzazioni criminali pugliesi (SCU) e napoletane (CAMORRA) siciliane(MAFIA) e calabresi(‘NDRANGHETA). La carenza di polizotti si attesta oltre il 30% della forza necessaria (tra le 300/350 unita di polizia per tutti e tre gli istitui). “Inoltre, ci giungono notizie che il prossimo 15 Luglio sia stato disposta l’apertura del Nuovo Polo di Osservazione Psichiatrica presso l’Istituto Leccese – annunciano i sindacalisti- decisione al quanto “demenziale” sia per la gravissima situazione di mancanza di Personale di Polizia Penitenziaria e del piano ferie in corso, RAGIONE PER CUI L’OSAPP RIBADISCE CHE CIO’ NON AVVENGA PREANNUNCIANDO FORME DI PROTESTA FORTI E DEMOCRATICHE”.

I sindacalisti cercano di far capire che il carcere non lo vivono solo i detenuti, ma anche i poliziotti: il paradosso è che il lavoro degli agenti si sta trasformando in una “detenzione” spirituale e fisica, con straordinari massacranti e fuori legge, in condizioni di insicurezza dovute al poco personale disponibile.   “Tale situazione sta esponendo il personale di polizia penitenziaria, oltre al drammatico rischio di agressioni che sono diventate quotidiane, anche al rischio di evasioni sia dagli istituti che durante il trasporto dell’utenza presso tribunali, ospedali e, non per ultime, ad attività extra Istituto, come avviene sopratutto nell’Istituto Leccese con opere treatrali svolte all’esterno”.

È ancora una ferita aperta quella dell’evasione del “Triglietta”: il boss è stato riacciuffato, ma qualcuno avrebbe potuto lasciarci la vita. Insomma, da anni, niente va bene: dai mezzi obsoleti al pericoloso trasporto di detenuti per attività esterne al carcere. Il segretario generale Osapp, Leo Beneduci, ha chiesto una commissione parlamentare d’inchiesta sulla drammatica situazione del sistema penitenziario. Il deputato Stefano Allasia ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per capire quali siano le intenzioni del Ministero della Giustizia: la situazione si aggrava ogni giorno di più. Il caos delle carceri riguarda tutti: ergastolani come Johnny lo Zingaro evadono, spesso approfittando del regime di semilibertà. Pericoli pubblici vagano liberi, mentre la penuria di agenti rende sempre più insicure le nostri carceri. 

Garcin