Foto di repertorio

LECCE – Confessa l’ultimo episodio per il quale è stato arrestato, ma nega di aver compiuto truffe seriali con la tecnica dei falsi incidenti. E, a fine udienza, lascia il carcere e ritorna a casa ottenendo i domiciliari. Si è svolta nelle scorse ore l’udienza di convalida di Francesco Ruggiero, il 39enne di Napoli, arrestato giovedì mattina dopo un tentativo di truffa ai danni di un’automobilista lungo la via del “Fondone”. L’uomo, difeso dall’avvocato Rolando Iorio (del Foro di Avellino), è comparso in mattinata davanti al gip Michele Toriello. Ruggiero ha confessato il tentativo di truffa ai danni di una donna di 68 anni agganciata per strada, negando fermamente il coinvolgimento in altri casi di truffe compiute con la stessa tecnica segnalati in provincia di Lecce.

Il 39enne ha fornito anche una giustificazione sui circa 950 euro trovati addosso dai poliziotti. La somma, a dire di Ruggiero, non rappresentava il bottino di precedenti raggiri on the road (così come ipotizzato dagli investigatori), ma doveva servire per acquistare un camper durante la sua permanenza nel Salento; acquisto, per quanto riferito, saltato all’ultimo. Il gip ha così convalidato l’arresto concedendo i domiciliari all’uomo (da scontare in un comune della provincia di Avellino) nonostante il pubblico ministero Massimiliano Carducci avesse chiesto la custodia in carcere.

Eppure per gli agenti delle volanti, il 39enne campano sarebbe fortemente sospettato di aver compiuto truffe seriali per le strade del Salento ai danni di ignari automobilisti (almeno due consumate e altrettante tentate). Ruggiero, stando alla ricostruzione degli agenti di polizia, si serviva della tecnica della pallina. Proprio come giovedì mattina quando il tentativo di truffa è stato fatale. Dopo avere simulato una “strisciata” con la carrozzeria dell’auto della vittima con una pallina, il 39enne ha cercato di attirare l’attenzione della donna, suonando insistentemente il clacson ed invitandola a fermarsi in una stradina laterale.

Sceso dall’auto, ha poi recitato la parte pretendendo il risarcimento dei danni che, a suo dire, erano stati causati dall’incidente. Proprio in quel momento, per sua sfortuna, è passata una pattuglia della polizia. Agli agenti delle volanti non è sfuggita la scena. i poliziotti hanno arrestato la corsa e avviato gli accertamenti.

Alla vista degli uomini in divisa, Ruggieri ha cercato di minimizzare l’accaduto, nel tentativo di non insospettire i poliziotti. Tuttavia, quando gli è stato chiesto di esibire i documenti, si è messo nei guai da solo: dopo avere sostenuto di non avere la carta di identità, ha fornito un falso cognome. Subito dopo ha cercato una fuga disperata nelle campagne circostanti. Rincorso da un agente podista è stato raggiunto, bloccato e arrestato poco dopo.

Nella sua autovettura, una Suzuki Ignis, i poliziotti hanno ritrovato uno spray nero e della carta vetrata, utilizzati per simulare la strisciata tra il suo mezzo e quello della vittima di turno. Addosso, invece, aveva ben 950 euro in contanti che, per gli investigatori, rappresentava il bottino racimolato con le precedenti truffe.

F.Oli.

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