di Francesco Oliva

TAVIANO (Lecce) – Sarà l’autopsia a stabilire cause e presunte responsabilità sulla morte di L.A., un 43enne originario di Ugento ma residente a Taviano morto ieri mattina per cause ancora poco chiare nell’appartamento di un suo amico. La Procura ha infatti aperto un fascicolo d’indagine. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo a carico di ignoti. I carabinieri della locale stazione, però, intendono approfondire tutti i contorni della vicenda. Il dubbio è che il decesso possa essere stato causato da un’overdose di droga assunta in quantità eccessive. Ma è solo un’ipotesi, al momento nulla più. Quel che è certo è che l’uomo è morto per un malore, probabilmente un infarto.

La tragedia si è consumata in pochissimi minuti. L.A. aveva trascorso la serata precedente in casa di un amico in compagnia di una terza persona. Il terzetto avrebbe trascorso insieme la nottata. E su quelle ore si concentrano le indagini. La mattina seguente, L.A. avrebbe iniziato a sentirsi male in una stanza dell’appartamento. I due amici hanno immediatamente allertato la compagna dell’uomo. Inizialmente si temeva un malore dettato dai problemi di ansia di cui l’uomo soffrirebbe da tempo. Con l’aggravarsi delle condizioni di salute è stato chiesto l’intervento di un’amica infermiera. L.A., però, è spirato poco dopo. L’arrivo di un’ambulanza si è rivelato inutile. L’uomo riversava per terra con la pancia in giù. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che hanno eseguito un sopralluogo. La salma è stata trattenuta. E’ stata trasferita presso la camera mortuaria del “Vito Fazzi” dove venerdì il medico legale Roberto Vaglio eseguirà l’autopsia.

Sarà un primo fondamentale passo per comprendere le cause del decesso. I due amici con cui l’uomo ha trascorso le ultime ore di vita sono stati sentiti dai carabinieri come persone informate dei fatti. Hanno ricostruito quanto accaduto fornendo alcuni dettagli finiti al vaglio degli investigatori. Il sospetto è che il terzetto abbia potuto fare uso di sostanze stupefacenti. E, qualora tale ipotesi investigativa dovesse essere confermata nei prossimi giorni, la Procura dovrà poi risalire a chi ha fornito la sostanza stupefacente (cocaina, eroina o altro?). E in quel caso verrebbe modificata l’accusa di omicidio colposo in morte come conseguenza di altro reato. L.A. era molto conosciuto a Ugento così come a Taviano dove si era trasferito da tempo. Si barcamenava nella vita di tutti i giorni facendo una serie di lavori che gli garantivano uno stipendio onesto e una vita dignitosa. I funerali dovrebbero celebrarsi nel suo paese di origine nella giornata di sabato.

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