LECCE – I tir sono pronti per partire: porteranno i nostri rifiuti a Francavilla. Due settimane fa vi abbiamo spiegato che l’impreparazione infrastrutturale della Puglia, per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti (ci sono solo cinque impianti che non bastano ad accogliere tutte le utenze, ma solo due attualmente in funzione), spesso causa dei blocchi e dei disservizi che in piena estate mettono a rischio la salute pubblica. Nei giorni scorsi l’umido è rimasto bloccato nelle case dei leccesi. Salvemini, il nuovo sindaco di Lecce, ha dovuto affrontare l’emergenza con una soluzione tampone: è stato individuato  un impianto privato a Francavilla per la frazione umida. È, però, “un impianto di trasferenza”, ci informano dal Comune. La situazione ora sembra sotto controllo. Da Francavilla i rifiuti saranno portati in un impianto di lavorazione dell’umido di Ginosa, ma ogni volta dovrà essere dato il placet ai quantitativi da trasportare. Dunque, l’impianto Fer.Metal ci sta salvando da un’estate tra i miasmi. Una soluzione non definitiva, perché poi interverrà la ditta Aseco di Ginosa. La mancata chiusura del ciclo dei rifiuti produrrà un inevitabile aggravio dei costi di smaltimento, se nell’ultima tappa si rifiuteranno di ricevere tutte le tonnellate di rifiuti necessarie.

Domani partiranno due autotreni per portare a Francavilla 50 tonnellate di umido. Sabato mattina ci sarà un’apertura straordinaria per smaltire altro umido. Se si resta a Francavilla e poi a Ginosa i costi non saliranno, ma se i cancelli si chiuderanno dopo le prime tonnellate, allora sarà necessario portare tutto in Veneto, con maggiori spese. Dunque, come ci informa il dirigente comunale Buonocore, l’ipotesi trasporto al nord potrà essere scongiurata solo se Ginosa accetterà tutti i nostri rifiuti. Speriamo bene.

Garcin

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