LECCE – Succede ancora ai tempi dell’informatizzazione e dell’automazione delle procedure. Succede ancora che, per motivi misteriosi o per semplice pigrizia da parte degli addetti, servizi essenziali come l’elettricità domestica siano sospesi inspiegabilmente. Ma questa volta la situazione è gravissima e rischia di far degenerare una grave malattia di un concittadino che necessità di costante utilizzo dell’ossigeno per sopravvivere. È il consigliere comunale Andrea Guido che lancia l’allarme e chiede l’intervento del neo Sindaco Carlo Salvemini affinché la situazione possa risolversi nel più breve tempo possibile.
Dallo scorso giovedì una famiglia residente in Via Renata Fonte, nei pressi della Lecce – Novoli, si è vista sospendere l’erogazione della corrente elettrica presso la propria abitazione. Motivo: qualcuno, probabilmente, secondo la spiegazione fornita da ENEL, ha manomesso il contatore nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016. La ditta null’altro ha aggiunto  e non ha mai risposto a nessuna delle istanze, trasmesse anche attraverso uno studio legale, formulate dalla famiglia leccese.
Andiamo per gradi. La famiglia del Sig. Caracciolo, come altre, probabilmente, in zona, si è visto sostituire il contatore del servizio elettrico lo scorso dicembre. Fin qui nulla di strano. Da aprile, poi, una serie di comunicazioni da parte dell’azienda fornitrice del servizio comunicavano l’avvenuta probabile manomissione del contatore avvenuta, secondo ENEL, in un range temporale abbastanza ampio: tra il 2013 e il 2016.
Ciò nonostante in dicembre, al momento della sostituzione dell’apparecchio, nulla fosse stato rilevato. Da primo giugno, poi, la fornitura è stata ridotta al 15%, fino allo scorso giovedì, quando l’erogazione è stata definitivamente interrotta.
Questo nonostante la famiglia non avesse nessuna pendenza in termini di bollette non pagate. A nulla sono valsi i tentativi di mettersi in contatto con i responsabili amministrativi dell’azienda e a nulla sono servite le ripetute missive raccomandate inviate dall’avvocato del Sig. Caracciolo. Nessuna risposta è stata mai fatta pervenire da ENEL.
“La famiglia del Sig. Caracciolo – aggiunge il consigliere Andrea Guido – ha bisogno estremo della corrente elettrica per via di una grave patologia che costringe il capo famiglia all’utilizzo dell’ossigeno ogni notte. La mancanza di corrente, inoltre, non permette all’intera famiglia, madre, padre e ben 4 figlioletti, neanche la fruizione dell’acqua corrente la quale non scorre senza l’utilizzo della pompa di sollevamento che, ovviamente, è azionata dalla corrente elettrica. La situazione è grave. Occorre intervenire immediatamente. Ho scritto anche io alla sede amministrativa dell’azienda, ma in casi come questi forse è opportuna l’emanazione di un’ordinanza sindacale per ripristinare il servizio immediatamente”.