SAN CATALDO (Lecce) – Il lido Ponticello di San Cataldo ha riaperto. Il 14 luglio infatti sono stati tolti i sigilli al lido, per ordine del Pubblico Ministero. A darne notizia è lo stesso gestore del Lido che si difende e va al contrattacco: “Sembra quasi una vicenda che assume i contorni di una commedia kafkiana. Il 27 di giugno l’ufficio urbanistica del Comune di Lecce ha apposto i sigilli con un ordine di sequestro della struttura chiosco bar  del mio lido, nonostante il giorno 24 avessi depositato presso lo stesso ufficio parere della Regione Puglia che attestava l’errata interpretazione della legge da parte dell’ufficio comunale. Mi corre l’obbligo di precisare che la struttura in questione è stata realizzata nel 2009 con tutti i titoli autorizzativi e vincoli regolarmente rilasciati,  vicenda la mia, che si protrae da oltre 3 anni tra carte bollate e tribunali con un enorme dispendio di risorse economiche psicologiche e fisiche. Ormai gli uffici pubblici demandano alla magistratura le decisioni amministrative non assumendosi responsabilità del loro operato, ingolfando i tribunali di inutili contenziosi e oberando i pubblici ufficiali che hanno un carico di lavoro già enorme.

In 19 anni di attività mi sono trovato coinvolto in ben 5 contenziosi che mi hanno visto vittorioso.

A quanto pare l’unica mia colpa è quella di aver contribuito al miglioramento paesaggistico e ambientale, in quanto in 19 anni di presenza sul litorale di San Cataldo mi sono occupato di bonificare un’area che era interessata da rifiuti portuali, tra cui la discarica continua di enormi quantità di alghe. Nel tempo ho provveduto alla piantumazione e irrigazione di essenze dunali apponendo ai limiti delle dune stesse dei paletti, al fine di evitare il parcheggio di autovetture sulle dune.

Ho ricostruito Le Dune erose dalle forti mareggiate invernali dimostrando principalmente a me stesso che l’uomo non sempre è invasivo nei confronti della natura ma può coesistere con essa coadiuvando la stessa.

Vorrei ringraziare la magistratura che sta facendo luce su questa vicenda, il direttivo di I love San Cataldo e  il direttivo di CNA balneari con i quali ho lavorato per la soluzione del problema e che mi hanno affiancato in questo periodo, dandomi un forte sostegno tecnico e sopratutto morale.  Non vi nascondo che spesso ho pensato di mollare tutto ma la mia natura e la mia predisposizione al senso di giustizia ha prevalso e mi ha fatto continuare a lottare.”

 

 

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