Da sinistra in alto, i sei ventagli di Bellino, Faggiano, Feng, Martinelli, Peluso, Panarese

ROMA – La cerimonia del Ventaglio è stata istituita nel 1893 a seguito di un singolare episodio tra l’allora Presidente della Camera Giuseppe Zanardelli e la tribuna stampa che, nei primi giorni di luglio, vedeva molti giornalisti forniti di ventaglio per combattere il caldo. Il Presidente, esprimendo la propria invidia, diede lo spunto ai giornalisti per regalarne uno. 
Sono passati oltre cento anni e l’idea del dono di un ventaglio, come sigillo alla fine dei lavori istituzionali prima dell’estate, si è esteso anche al Presidente della Repubblica e al Presidente del Senato. Dal 2002 la cerimonia è organizzata dall’ASP (Associazione Stampa Parlamentare) in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Roma attraverso un concorso pubblico rivolto agli studenti delle Accademie Italiane con la supervisione dei loro insegnanti.

Sono stati quarantacinque i ventagli giunti a Roma, dalle diverse Accademie italiane, per la selezione finale dell’edizione 2017 del Concorso Ventaglio del Presidente, presieduta dal Direttore dell’Accademia di Roma e composta dal Presidente dell’ASP e dai Direttori che compongono l’Albo di onore dell’Accademia di Roma.

Grazia Tagliente artista massafrese e docente di Tecniche dell’Incisione presso l’Accademia di Lecce, sulla scia del lavoro svolto lo scorso anno, che ha visto Cristina Bortune vincitrice del premio per il Ventaglio del Presidente del Senato, ha deciso di adottare il dispositivo ventaglio come attivatore di creatività e riflessione critica per i suoi studenti. Attraverso un percorso extradidattico ha  accompagnato sei studenti interessati alla candidatura, prima facendo emergere in ogni singolo studente il proprio sguardo sulla realtà, per poi convogliare le idee in un preciso progetto in cui armonizzare la forma del ventaglio con il messaggio desiderato.

Gilda Bellino di Policoro (Mt) con “Camera Rosa”, tre linoleografie a rappresentare il ritratto di Laura Boldrini stampato su broccato.

In Italia le donne hanno avuto diritto al voto solo nel 1946, prima la loro opinione politica era praticamente nulla. Le donne hanno dovuto conquistare la propria libertà, hanno combattuto per essere ritenute di pari dignità rispetto agli uomini, hanno lottato per qualcosa che spettava loro di diritto come votare ed essere votate.

Valentina Faggiano di Salice Salentino (Le) con “Resilienza”, una linoleografia della parola resilienza e pizzo burano applicato su cotone. Ha presentato anche una mostra pittorica personale dal 1 al 3 Luglio presso la sede del convento di Salice Salentino in occasione della fiera salicese,riscontrando larghi consensi e apprezzamento.

Se l’Italia, come il mondo intero, ha attraversato un profondo periodo di crisi, allora è necessario evocare a chiare lettere il concetto di resilienza. La resilienza è per un materiale la capacità di assorbire urti senza rompersi, ed è per gli esseri umani l’ingrediente per superare momenti di difficoltà.


Jing Jing  Feng di Shan Dong (Cina), con “1861 d.C.”, un complesso origami composto da elementi in carta bianca.

Milleottocentosessantuno origami, ognuno per ogni anno dopo la nascita di Cristo, fino all’Unità d’Italia. Una fitta trama a memoria di una grande storia fatta di splendore e pazienza, di conoscenza delle regole nascoste dei numeri e delle parole affidate alla combinazione. Dall’oriente della lingua pittografica un ventaglio che parla in silenzio.

Mariangela Martinelli di Policoro (Mt) “In 3 C”, un punto a catenella eseguito con fili e cavi elettrici.

I fili che intrecciano il ventaglio sono il fondamento della modernità. Su questi fili
correvano le speranze del progresso luminoso e gli echi di voci lontane. Sugli stessi,
oggi, fluiscono le informazioni digitali di una nazione che guarda alla creatività, alla
cooperazione e alla condivisione.

Daisy Peluso di Brindisi con “L’Eco d’Italia”, un’elaborazione digitale di un’ecografia, prima della nascita della Repubblica.

L’Eco d’Italia racconta una meravigliosa storia che parla di lotta, di rivincita, di uguaglianza ma soprattutto di libertà. E inizia proprio nel momento successivo a questa immagine, l’ultima ecografia prima del parto avvenuto il 2 giugno 1946. Allo stesso modo in cui le cellule si fondono una con l’altra per dar vita a un organismo completo e funzionante, così le regioni si uniscono tra loro, con i loro doveri e diritti, dando vita alla Repubblica.

Cristina Panarese di Maglie (Le) con “Lavoro Valore Dignità”, una sovrapposizione di rete di protezione per l’edilizia e foglia oro.

Il lavoro è la costituzione della nostra repubblica. Quando il lavoro viene meno, le
fondamenta scricchiolano. Il lavoro dorato del pensiero si annoda con il cantiere della
fatica nella speranza di un riequilibrio del valore e della dignità del corpo.

Ognuno dei sei progetti mette in luce le diverse capacità tecnico-costruttive degli studenti e un’attenzione, in parte orientata dal concorso, a temi vitali e vibranti della società contemporanea. Quindi, non solo quantità, ma soprattutto qualità è la parola chiave per interpretare il lavoro di Grazia Tagliente nelle attività di stimolazione, suggerimento e supervisione dei sei ventagli inviati al concorso dall’Accademia di Lecce. Una qualità che è espressione di genuina passione per il lavoro di docente dell’Alta Formazione Aristica, di responsabile partecipazione alla vita artistica della nazione e di continua sperimentazione nell’universo della comunicazione visiva.

La cerimonia di premiazione si terrà al Palazzo de Quirinale mercoledì 26 Luglio.

 

 

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