BARI – L’assessore Gianni Giannini ha rimesso le deleghe al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Una bufera giudiziaria si è abbattuta in queste ore a palazzo e ha travolto uno tra i fedelissimi del governatore. Sono state effettuate delle perquisizioni per i fondi concessi a Grotta Palazzese. Nei guai è finito anche il sindaco di Altamura, Giacinto Forte, per una presunta mazzetta di 15 mila euro. La Procura di Bari ha emesso 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Carabinieri e finanzieri che hanno indagato avrebbero messo in luce un sistema corruttivo collaudato infiltrato nella pubblica amministrazione, che sfruttava la possibilità di accaparrarsi appalti attraverso la procedura negoziata. A Giannini si sarebbe rivolto un imprenditore per il finanziamento di Grotta Palazzese, un noto ristorante di Polignano a Mare. Il filone principale dell’inchiesta ha travolto amministratori e imprenditori baresi. Le ipotesi di reato spaziano dalla corruzione alla turbativa d’asta.

Michele Emiliano, dopo le dimissioni del suo assessore, è intervenuto per ribadire la piena fiducia nel lavoro della magistratura e nell’onestà di Giannini. Allo stato il presidente ha deciso di trattenere per sé le deleghe suddette. Tale decisione è motivata esclusivamente dall’intento di tutelare l’amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini.
«Ringrazio Gianni Giannini per la sensibilità dimostrata, qualità che lo contraddistingue da sempre. Conosco bene la sua competenza e la sua onestà e per questo sono fiducioso che egli saprà dimostrare la sua totale estraneità alle accuse contestate» – ha chiarito il governatore.