LECCE – Prosegue il nostro viaggio tra i meandri di uno dei fenomeni culturali e di costume più antico e contemporaneamente attuale di cui si abbia notizia: la tattoo art.

In occasione di Tattooland, la convention che fino al 2 luglio animerà la città di Cerignola, abbiamo incontrato Daniele Hidan, giovane tatuatore leccese che nonostante abbia da pochi anni intrapreso la strada del tatuaggio, si sta guadagnando, giorno dopo giorno, la stima dei colleghi e degli addetti ai lavori.

La versatilità di Daniele e l’innato spirito che lo porta ad accettare qualunque sfida stimoli il suo ingegno creativo, fanno di lui un tatuatore apprezzato da clienti di ogni tipologia, che gli riconosco l’onestà intellettuale e la competenza nella valutazione di ogni richiesta.

Daniele dice di se:«Fare bene non mi basta, ogni successo è solo il primo passo, perché bisogna sempre migliorarsi!» e in effetti, vedendo la cura e la pazienza con cui studia ogni progetto, si capisce che la strada per lui, sarà lunga e costellata di successi.

Cercando di capire cosa significa avere 25 anni e scegliere un lavoro così particolare, gli abbiamo posto alcune domande:

Partiamo dal principio: quando hai deciso che questa sarebbe stata la tua strada?

Sin da piccolo ho avuto una particolare passione, che tuttora mi accompagna, per i cartoon. Quando ho conosciuto il mondo dei tattoo e ho capito che mi piaceva, coniugare queste due passioni è stato un passo spontaneo.

 

Quali step hai affrontato prima di iniziare a tatuare su pelle?

Il primo step è stato il disegno su carta, ho disegnato fino a perfezionare il tratto, cosa che tuttora faccio perché l’esercizio costante è una parte fondamentale del lavoro; poi ho acquistato la mia prima rudimentale macchinetta per tatuare e ho iniziato ad esercitarmi su pelle sintetica e cotenna di maiale. Quando mi sono sentito pronto, ho tatuato il mio primo cliente.

 

Qualcuno ti ha mai giudicato per la strada che hai deciso di intraprendere?

Si, quasi tutti, ma come spesso accade nella vita, dopo i primi momenti difficili, arrivano le  soddisfazioni e le rivincite… e non soggiungo altro.

 

C’è qualcuno che senti di dover ringraziare?

Sicuramente il tatuatore Francesco Morello, a lui devo tanto, se non tutto, ma soprattutto con lui ho rivalutato il significato della parola “amicizia”.

 

Che rapporto si stabilisce tra un tatuatore e i suoi clienti?

Con i miei clienti cerco di instaurare un rapporto basato sulla professionalità, sul rispetto e sulla condivisione. Un tatuaggio è per sempre ed è fondamentale che si sentano liberi di scegliere serenamente il soggetto da tatuarsi nella consapevolezza che possono fidarsi dei miei consigli e del mio parere.

 

Esiste un genere che preferisci?

Sì, cartoon e old school.

 

Essere un tatuatore è un po’ una missione: è facile conciliare il lavoro con la famiglia e il tempo libero, oppure si deve rinunciare a qualcosa?

Diciamo che è facile come risolvere un cubo di Rubik! Scherzi a parte, faccio veramente di tutto per conciliare questi aspetti fondamentali della mia vita.

 

Il tatuaggio che sogni di realizzare?

Vorrei tatuare un’intera schiena, chiaramente utilizzando il mio stile preferito.

 

Programmi per l’immediato futuro?

Continuare a crescere come professionista, sperimentando e perfezionando il mio stile. Il confronto con altri tatuatori è fondamentale per realizzare i miei progetti, quindi mi tengo aggiornato e partecipo a contest e Convention. Fino al 2 luglio, ad esempio sarò qui a Cerignola per Tattooland, poi ho in programma altri viaggi e altre avventure.

Claudia Forcignanò

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