di Julia Pastore

CORIGLIANO D’OTRANTO (LE) – “Tango è la preghiera di una figlia alla sua mamma, che con l’anima affranta chiede di essere perdonata per non aver saputo ascoltare i suoi consigli, che la mettevano in guardia da un amore che l’ha fatta soffrire”. Con queste parole la pianista salentina Alessandra Pispico introduce “Mamita mia”, la prima di dieci “tango canciones” facenti parte del primo lavoro discografico dell’artista, “Ed io per te”, presentato al Castello di Corigliano d’Otranto, in occasione della rassegna “Salento Book Festival”, organizzata dal giornalista Gianpiero Pisanello.
Musicista poliedrica, Sandra Pispico ha iniziato sin dalla tenera età di 7 anni a suonare il pianoforte, mostrando tra le altre cose una grande predisposizione per il canto. Lo studio maturo inizia però all’età di 15 anni e, avendo superato l’esame di ottavo anno al Conservatorio di Lecce col massimo dei voti, per merito vi entra come allieva interna, sotto la guida della maestra Maria Grazia Lioy, diplomandosi nel 1997. Successivamente il suo percorso musicale è stato variegato, avendo suonato non solo la musica classica ma anche il jazz ed inventando melodie a delle poesie preesistenti, da Leopardi a Carducci, che ha cantato in occasione di diversi eventi. E così la poesia ha preso vita, trasformandosi in melodia. La sua melodia.


Secondo strumento: la fisarmonica, e non poteva essere altrimenti, dato che lei ama la musica popolare, il genere “klezmer”, la “bossa nova” brasiliana. Alessandra Pispico afferma per di più di sentire come un “karma”, di essere fortemente legata all’Argentina, all’America del Sud in genere.
Insegna, ma le piace di più studiare: lo studio metodico per lei non deve mai mancare e di base crede di essere portata per il canto, strada cui invero la pianista è giunta solo all’età di venticinque anni, attraverso un percorso casuale, stante la sua predisposizione sin da quando era piccola. Colpisce il fatto che abbia una voce straordinaria, tale da aver ipnotizzato il pubblico di Corigliano (le “tango canciones” del suo primo disco ne sono infatti una prova), e allo stesso tempo colpisce che lei abbia tratto la sua forza da sè: solo un paio di seminari – guida per incanalare il corpo della sua voce (il volume) nella giusta direzione e il resto è giunto “naturaliter”, da autodidatta. È quindi questa la risposta alla domanda della sindaca di Corigliano d’Otranto, Dina Manti, che, incantata dalla voce della pianista tugliese, ha sussurrato dalle prime file della platea un: <<ma dove ha imparato a cantare così?>>.

Alessandra Pispico ha imparato da sola: esercizio dopo esercizio, da casa, con la sola sensibilità di ascoltarsi, registrarsi, criticarsi e migliorarsi, facendosi così imprenditrice di se stessa. Il suo è un lucido esempio di come la passione possa essere trasformata nella propria professione e di quanto non ci si debba mai fermare, assecondando invece le proprie inclinazioni naturali, di lá anche dall’età. Infondo la cosa più bella della musica è proprio che la si può abbracciare a qualsiasi età.
Il disco “Ed io per te” sostiene inoltre, insieme all’associazione italiana AIRFA, un progetto solidale molto importante: quello della ricerca contro una malattia rara, l’anemia Fanconi, per cui, acquistando al costo di 10€ il cd, si fornirá anche un piccolo apporto economico volto a supportare questa nobile causa.