COPERTINO (Lecce) – La Procura presenta il conto per i venti imputati che hanno scelto di essere giudicati in abbreviato dinanzi al gup Michele Toriello nel processo scaturito dall’operazione ribattezzata “Pozzino” condotta dai carabinieri della tenenza di Copertino e della compagnia di Gallipoli nel febbraio del 2016. Il procuratore aggiunto Antonio De Donno ha invocato 10 anni e 6 mesi e 8mila euro di multa per Luigi Tarantini, detto “Gino”, 77, di San Pietro in Lama; 8 anni e 6mila euro a Biagio Pagano, 33, di Copertino;  7 anni e 2mila euro di multa per Andrea Martina, alias “Pacciani”, 34, di Copertino; 6 anni e 20mila euro a Patrizio Margilio, detto “zio”, 35, di Squinzano; 5 anni e 20mila euro a Raffaele Padula, detto “Marvol”, 34, residente a Crespano del Grappa; 5 anni e 2mila euro per Andrea Mancarella, 33, di Lequile; 4 anni e 6 mesi e 3mila euro per Antonio Vadacca, alias “Antonio ca ca”, 44, di Monteroni; 3 anni e 8mila euro per Simone Palaia, 34, di Squinzano; 3 anni e 2mila euro per Mattia Panico, detto “Pagliaccio”, 26, di San Pietro in Lama; 2 anni e 6 mesi per Mirko Sederino, detto “Parsifal”, 25, di Lequile.

Poi ancora: 2 anni e 4 mesi e 2miLa euro di multa Sergio Rizzo, 67, di Monteroni;  2 anni e 2mila euro di multa per Marco Alfredo Capone, detto “Drapo”, 25, di Lequile; 2 anni e 2mila a Cosimo Emiliano Palma, 33, di Squinzano; 1 anno e 6 mesi e 800 euro di multa per Leandro Greco, 37 anni, di Lecce; 1 anno e 4 mesi e 1000 euro di multa Pier Gianluca Coppola, 34, di Lecce; 1 anno e 4 mesi e 500 euro di multa per Marcello Paglialunga, 47, di Leverano; 1 anno e 2mila euro ad Umberto Savoia, 40, di Squinzano; 10 mesi e 20 giorni per Albino Barba, 63enne di Monteroni di Lecce; 6 mesi e 1000 euro ad Osvaldo Erpete, 62, di Arnesano; 4 mesi e 800 euro di multa a Francesco Paolo Elio Buttazzo, 26 anni, di Lequile. Per alcuni degli imputati è stato chiesto il riconoscimento dell’ipotesi lieve dello spaccio. L’inizio delle discussioni delle varie posizioni è fissato per il 17 ottobre.

In tre, invece, hanno patteggiato: 2 anni e 2mila e 400 euro di multa per Marco Centonze, 31, di Squinzano, (assistito dall’avvocato Anna Maria Caracciolo); 1 anno di reclusione e 1600 euro di multa per Severino Francioso, 32, di Squinzano, (difeso dall’avvocato Vittorio Vernaleone); 1 anno e 1600 euro ad Antonio Cenci, 51, di Squinzano, (difeso dall’avvocato Giuseppe Romano). Per Centonze e Francioso il gup ha concesso i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna.

Sotto processo, invece, sono finiti: Marco Caramuscio, 33 anni, di Monteroni; Maurizio Contaldo, 55, di Lecce; Antonio De Carlo, alias “Tonio Cauru”, 42, di San Pietro in Lama; Daniele D’Adamo, alias “Pigmeo”, 34, di Copertino; Antonio De Carlo, alias “Tonio Cauru”, 41, di San Pietro in Lama; Matteo Gonni, 46, di San Pietro in Lama; Luigi William Iaconisi, 39, di Bagnolo del Salento; Mirko Vincenzo Ingrosso, 26, di San Cesario; Gianluca Levante, detto “Gigio”, 36, di Squinzano; Marcello Mancarella, 50, di San Cesario; Vito Rocco Mancarella, 47, di San Cesario; Aldo  Montinari, 73, di Lecce; il boss Roberto Nisi, 64, di Lecce; Dario Rizzo, 39, di Monteroni;  Francesco Gregorio Sambati, 38, di Monteroni. L’inizio del processo è fissato per il prossimo 3 novembre davanti ai giudici della prima sezione collegiale. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi comuni da sparo.

L’indagine è stata condotta dai militari guidati dal luogotenente Salvatore Giannuzzi. Il presunto sodalizio avrebbe gestito il business dei furti con la tecnica del “cavallo di ritorno”. La banda rubava auto e mezzi agricoli e poi chiedeva alla vittima una somma di denaro per restituire la refurtiva. E per comprendere il volume degli affari basti pensare che tra il 2011 e il 2012 sono state presentate in caserma 35 denunce per estorsione. L’organizzazione avrebbe imbastito anche una redditizia attività di spaccio. Con i proventi dell’illecita attività l’associazione avrebbe anche acquistato armi poi consegnate ai sodali. Il gruppo avrebbe pianificato ogni business in una masseria nelle campagne di San Pietro in lama in contrada Pozzino da cui ha poi preso il nome dell’indagine culminata a febbraio del 2016 con una serie di arresti e decine e decine di indagati a piede libero.

Nel collegio difensivo compaiono gli avvocati Roberta Capodieci, Viola Messa, Francesco Spagnolo, Andrea Sambati, Luigi Rella, Angelo Vetrugno, Giuseppe Romano, Anna Maria Caracciolo, Massimiliano Petrachi, Massimo Manfreda, Luigi e Alberto Corvaglia, Giancarlo Dei Lazzaretti, Martina Giannoccolo, Raffaele Lorenzo, Nicola Caroli, Simone Perlangeli, Vittorio Vernaleone, Raffaele Di Staso, Dimitry Conte, Giovanni Tarantino, Giuseppe Romano, Ivan Feola, Francesco De Giorgi, Antonio Savoia, Massimo Bellini, Ladislao Massari, Anna Inguscio, Giuseppe Bonsegna, Sandro Matino, Stefano Pati, Giovanni Baldassarre, Vito Quarta.

F.Oli.