SQUINZANO (Lecce) – E’ proseguita questo pomeriggio, nell’aula bunker di Borgo San Nicola, il processo d’appello scaturito dalla maxi operazione ribattezzata “Vortice-Déjà vu”. Il sostituto procuratore generale Nicola D’Amato ha chiesto la conferma della condanna a 8 anni e 8 mesi per Patrick Colavitto, 35, di Brindisi; 6 anni e 8 mesi per Simone Casilli, 30, di Squinzano; 6 anni e 6 mesi per Danilo De Santis, 44, di Squinzano; 6 anni e 2 mesi per Damiano De Blasi, 25, di Trepuzzi; 3 anni, per Gianluca De Blasi, 42 anni, di Novoli; 1 anno per Mario Conte, 34, di Squinzano.

Nella precedente udienza erano state valutate le prime cinque posizioni. La Procura generale aveva chiesto la conferma della condanna a 14 anni e 4 mesi per Gianluca Candita, 44enne di Torchiarolo; 4 anni e 6 mesi per Alessandra Bruni, 25 anni, di Squinzano, (4 anni e sei mesi); 4 anni per Vincenzo Carone, 57enne di Mesagne. La Procura generale ha invece chiesto la riforma della sentenza per Saida Bruni, 22enne di Squinzano, detta Margot a 9 anni di reclusione (7 anni e 4 mesi incassati in primo grado); e a 8 anni per Fabio Caracciolo, 34 anni, di Squinzano, (6 anni e quattro mesi). La requisitoria proseguirà il prossimo 5 luglio.

In primo grado il gup Stefano Sernia aveva pronunciato in abbreviato condanne per circa quattro secoli di carcere. L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce insieme agli uomini del Ros di Lecce, supportati dai colleghi del Reparto operativo e della compagnia di Campi Salentina.

L’indagine “Déjà vu” ha consentito di smantellare un presunto sodalizio specializzato nello spaccio attivo a cavallo fra le due province di Brindisi e Lecce. Nelle pieghe dell’inchiesta, inoltre, comparivano i dettagli sul duplice tentato omicidio di Marino Manca e Luca Greco avvenuto nel settembre del 2012. L’agguato sarebbe maturato nell’ambito della lotta per il controllo a Squinzano e nelle zone limitrofe dell’attività di spaccio. Un regolamento di conti commissionato proprio da Sergio Notaro e Cyril Cedric Savary, condannati entrambi in primo grado a 20 anni di reclusione (la pena più alta emessa nel processo di primo grado).

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Savoia, Cosimo Casaluci, Giuseppe Presicce, Rita Ciccarese, Andrea Starace, Francesco Tobia Caputo, Gabriella Mastrolia, Pantaleo Cannoletta, Viola Messa, Angelo Vetrugno, Ladislao Massari, Paolo Cantelmo, Antonio Romano, Giuseppe De Luca, Donata Perrone, Carlo Reho, Luigi Ingrosso, Benedetto Scippa, Alberto Egidio Gatto, Giuseppe Presicce, Laura Minosi, Giuseppe Talò, Francesca Conte, Giancarlo Dei Lazzaretti, Alessandro Costantini Dal Sant, Alexia Pinto, Cosimo Rampino, Elvia Belmonte, Silvio Caroli, Mario Ciardo, Michele Palazzo, Cosimo Casaluci, Andrea Capone, Cosimo Castriganò e Ivan Feola.

F.Oli.