SQUINZANO (Lecce) – Dura sentenza per i tre giovani di Squinzano arrestati a fine aprile con alcuni ordigni rudimentali nascosti in auto. I giudici della prima sezione penale (Presidente Gabriele Perna) hanno inflitto pena più severe della stessa richiesta (2 anni e 8 mesi) invocata dal pubblico ministero Paola Guglielmi: 4 anni sono stati inflitti ad Andrea Valentino, di 31 anni; 3 anni e 2 mesi per Antonio Roberto Guadadiello, di 34 e Mattia Levante, di 20.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Squinzano agli ordini del maresciallo Giovanni Dellisanti. Gli arresti vennero eseguiti nel cuore della notte. I militari erano impegnati nei consueti pattugliamenti del territorio. La loro attenzione si concentrò su un’auto con targa straniera con tre giovani a bordo, tutti conosciuti agli archivi di polizia. I carabinieri decisero così di fermare il mezzo e di controllare i passeggeri. Venne così eseguita una perquisizione nell’abitacolo. L’ispezione consentì di ritrovare gli ordigni esplosivi sotto i sedili e nel portaoggetti.

A parere degli stessi artificieri del Reparto Operativo intervenuti sul posto, la capacità offensiva sarebbe stata amplificata da alcuni chiodi attaccati con del nastro adesivo. Gli accertamenti vennero estesi nelle abitazioni dei tre giovani. In casa di Valentino, i carabinieri ritrovarono lo stesso nastro e la stessa tipologia di chiodi utilizzati per la costruzione degli ordigni, oltre a circa 4 grammi di hashish. I tre giovani, sentito il parere del pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Giovanni Gagliotta, finirono in carcere con l’accusa di detenzione illegale di materiale esplodente.

Nel corso dell’udienza di convalida, Valentino dichiarò di aver confezionato gli ordigni per difesa personale assumendosi il possesso delle bombe scagionando i due amici, a suo dire, rimasti sempre all’oscuro di tutto. Una tesi, poi condivisa dai giudici, confutata nel corso della sua requisitoria dal pubblico ministero che ha evidenziato la consapevolezza del terzetto circa la presenza di quegli ordigni in auto. Al momento le indagini non hanno consentito di accertare se le bombe servissero per compiere quella notte qualche attentato. Non appena verranno depositate le motivazioni, gli avvocati difensori Antonio Savoia, Elvia Belmonte e Paolo Spalluto impugneranno la sentenza in Appello.

F.Oli.

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