LECCE – Si chiude con una condanna il processo a carico di un imputato “eccellente” accusato di violenza sessuale. Il nome è quello di Amedeo Calogiuri, 65enne, originario di Lizzanello residente da anni a Lecce, nelle vesti di direttore dell’emittente radiofonica “Radio Queen”. Il noto professionista è stato condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione per le molestie sessuali riservate a due giovani ragazze durante un provino. La sentenza, di primo grado, è stata emessa dal gup Cinzia Vergine in abbreviato a fronte di una richiesta di 3 anni e 6 mesi invocata dal pubblico ministero Carmen Ruggiero (titolare del fascicolo).

Le indagini lunghe e complesse sono state condotte dagli agenti della Squadra mobile di Lecce. Le molestie sessuali si sarebbero consumate nei locali dell’emittente radiofonica “Radio Queen” nel gennaio del 2013 nel corso di un provino per la selezione di partecipanti alla manifestazione “Euromiss Mediterranea”. Calogiuri avrebbe costretto una 22enne di Lecce e una 23enne di Campi salentina a subire palpeggiamenti nelle parti intime. Il direttore si sarebbe sempre giustificato riferendo che era prassi costante sottoporre le candidate a quei tipi di avances per partecipare a simili eventi.

Nel corso delle indagini le due ragazze sono state sentite dal pm e hanno confermato i toccamenti e i palpeggiamenti. Gli accertamenti subirono un’accelerata con una perquisizione in casa di Calogiuri nel maggio del 2013. Gli agenti sequestrarono computer, macchina fotografica e altri supporti informatici al fine di accertare la presenza di elementi utili alle indagini. Dopo la chiusura delle indagini si è aperta la lunga fase processuale. Nell’ottobre del 2015 il gup Alcide Maritati rigettò una prima richiesta di condanna (ad 1 anno e 4 mesi) disponendo un’ordinanza con cui forniva un’alternativa chiave di lettura sulle presunte morbose attenzioni.

Per il giudice non si doveva parlare di violenze ma di abusi scaturiti dalla posizione privilegiata ricoperta dal noto organizzatore di eventi. Nella discussione finale si sono fronteggiati l’avvocato dell’imputato, Francesca Conte e i legali di parte civile Maria Cristina Caracciolo e Benedetto Scippa. L’ipotesi accusatoria si fondava sulle dichiarazioni delle ragazze. Agli atti sono stati allegati i video di presunti palpeggiamenti su altre giovani che hanno fornito ulteriori riscontri al racconto delle vittime. E il gup ha ritenuto di condannare l’imputato. Calogiuri è stato interdetto in perpetuo da qualunque ufficio attinente alla tutela, alla curatela ed all’amministrazione di sostegno. E’ stato disposto anche un risarcimento di 1000 euro in favore di ciascuna delle parti civili e nell’acquisto per ulteriori 2mila euro di libri e film sulla storia ed il pensiero delle donne. Le motivazioni verranno depositate nei prossimi 90 giorni. L’imputato, è doveroso precisarlo, è un dipendente pubblico (lavora presso l’Agenzia delle Entrate) e con la condanna rischia il posto.

F.Oli.

 

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