SAN CESARIO (Lecce) – Si chiude con un’assoluzione piena (perché il fatto non sussiste) il processo a carico di F.R., 69enne di San Cesario, un insegnante di scuole medie accusato di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti verso fanciulli nei confronti di una studentessa di 14 anni. La sentenza è stata emessa dal gup Vincenzo Brancato che ha disatteso la richiesta di condanna a cinque anni e mezzo invocata dal pubblico ministero di udienza (nonchèè titolare del fascicolo) Roberta Licci nel processo che si è celebrato in abbreviato condizionato. Sulla decisione del giudice, in attesa del deposito delle motivazioni, avrà infatti avuto un peso non secondario l’esito di una perizia della nota psicologa Marilena Mazzolini che ha dimostrato come le dichiarazioni della ragazza si dovessero ritenere inattendibili, frutto di un disturbo patologico di cui la minore soffre. Agli atti del processo è confluita anche la trascrizione della videoregistrazione della ragazzina in sede di denuncia davanti ai poliziotti.

L’indagine è stata coordinata dal pubblico ministero Roberta Licci. Il lavoro investigativo è stato condotto dagli agenti della Squadra mobile di Lecce. Nel gennaio del 2014, gli investigatori della Sezione specializzata nei reati contro la persona hanno raccolto una denuncia dei genitori della ragazzina. La minorenne raccontava di approcci sessuali e di pesanti apprezzamenti sulla sua bellezza davanti ad altri compagni di classe. Una situazione difficile da tollerare. Tanto che la studentessa sarebbe stata spesso colta da attacchi di panico. Nonostante la giovane abbia cambiato istituto già da tempo la studentessa manifesta ancora difficoltà a frequentare le lezioni.

Nel corso delle indagini la presunta vittima è stata anche ascoltata con la forma protetta dell’incidente probatorio. Dinanzi al gip Carlo Cazzella la minore confermò di essere stata palpeggiata per un’ora tra i corridoi e la biblioteca della scuola. Per quattro, cinque volte. Nei confronti del docente, la scuola non ha mai adottato alcun provvedimento disciplinare. La difesa rappresentata dall’avvocato Mario Ingrosso ha espresso grande soddisfazione per la decisione del giudice che riabilita l’immagine di un professore che ha sempre lavorato con estrema professionalità e rispetto. La ragazzina si era costituita parte civile con l’avvocato Anna Grazia Maraschio.