Una nuova importante maxi operazione per reprimere la pesca di frodo è stata compiuta alle prime luci dell’alba di oggi dal “Reparto Operativo della Guardia di Finanza di Bari” proprio nella splendida Riserva Protetta di Porto Cesareo.

Il “Nucleo Sommozzatori di Taranto”, della “Stazione Navale di Bari”, insieme alla “Sezione Operativa Navale” di Gallipoli e con il supporto speciale ed altamente tecnologico del sistema di videosorveglianza dell’Area Mariana Protetta Porto Cesareo denominato “Torri Vedette della legalità” sono intervenuti per garantire la legalità.

Uomini e mezzi hanno effettuato con grande professionalità e dopo un lungo monitoraggio, un chirurgico intervento a contrasto della pesca di frodo nel territorio dell’Area Marina Protetta.

La Guardia di Finanza già nelle prime ore di oggi infatti era già posizionata sul luogo dove sono stati contestati reati ambientali con mezzi navali e pattuglie a terra, mentre altri militari guidavano l’operazione grazie al prezioso supporto del sistema tecnologico di videosorveglianza a distanza in dotazione presso il Consorzio di Gestione dell’Amp.

Il reato contestato è di pesca di frodo a danno di una riserva dello stato, in questo caso pesca subacquea con autorespiratori. Al termine dell’operazione di polizia marittima sono stati sequestrati due natanti impiegati come base per la pesca subacquea, denunciate ben sette persone e provveduto al sequestro di tutta l’attrezzatura impiegata per la pesca.

I pescatori di frodo alla vista dei militari hanno gettato tutto il pescato. L’azione però non ha scoraggiato il “Nucleo Sommozzatori di Taranto” che si è immediatamente tuffato e colto in flagranza di reato i bracconieri.