LECCE – Dal 1° luglio è obbligatoria la presenza di un defibrillatore negli impianti sportivi delle società dilettantistiche.

La norma, che finora valeva soltanto per le società sportive, da qualche giorno è stata estesa anche alle gare e agli allenamenti delle società dilettantistiche. Sono escluse le attività esterne agli impianti sportivi e gli sport “a ridotto impegno cardiocircolatorio”. Come le bocce, gli scacchi, il tiro con l’arco, il golf, il biliardo. Lo segnala in una nota l’associazione di volontariato Salute Salento.

Il decreto che illustra le “Linee guida sulla dotazione e utilizzo di defibrillatori e dispositivi salvavita da parte delle associazioni sportive” reca la data del 26 giugno 2017 e la firma dei ministri Beatrice Lorenzin (Salute) e Luca Lotti (Sport).

Per le società sportive professionistiche l’obbligo era già in vigore dal 2014. Per il mondo dilettantistico, invece, l’iter che ha portato all’approvazione delle linee guida non è stato semplice. C’è voluto più di un anno per giungere alla versione definitiva, dopo numerosi rinvii in fase di ratifica.

Cosa stabiliscono le linee guida?

Le società sportive dilettantistiche dovranno essere in possesso, all’interno del proprio impianto sportivo, di un defibrillatore semiautomatico esterno e garantire la presenza di personale abilitato all’uso dell’apparecchio. Il defibrillatore dovrà essere posizionato in un luogo accessibile, ben segnalato e la società dovrà garantire una periodica manutenzione.

L’immediata disponibilità di un defibrillatore infatti, aumenta la probabilità di sopravvivenza in una persona colpita da arresto cardiaco improvviso.

In provincia di Lecce sono 690 le federazioni e le discipline sportive associate e ne fanno parte circa 42mila atleti.