LECCE – Si è chiuso con un’assoluzione piena (perché il fatto non sussiste) il processo a carico dell’allora dirigente del settore Urbanistica del Comune di Lecce Luigi Maniglio accusato di omissione di atti d’ufficio relativamente al rifacimento della storica dimora “Torre del Parco”. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione collegiale Roberto Tanisi (a fronte di una richiesta di 1 anno e 6 mesi). Il collegio ha così accolto le argomentazioni dell’avvocato Pietro Quinto che, anche attraverso una memoria difensiva, ha dimostrato l’assoluta correttezza dell’operato dell’allora dirigente comunale.

Sotto processo erano finiti anche altri due imputati, tra cui Roberto Miglietta, 62 anni, di Novoli, amministratore unico della “Clausura srl”(difeso dall’avvocato Viola Messa), assolto con formula ampia dal Tribunale di Lecce già da tempo. sono stati disposti tre rinvii a giudizio per i presunti abusi.

Miglietta era accusato di aver realizzato “opere edili in assenza di un permesso a costruire su una strada pubblica costituite da un muro di cinta in conci di pietra leccese nonché da colonne con una rampa di accesso facilitato per disabili”. L’architetto Maniglio, invece, rispondeva di omissione di atti d’ufficio per non aver emesso alcun provvedimento finalizzato al ripristino dello stato dei luoghi nonostante fosse a conoscenza del verbale di sopralluogo della polizia locale in cui i vigili urbani avrebbero attestato le violazioni urbanistiche. La difesa, però, ha evidenziato come l’allora dirigente si sarebbe limitato a trasmettere il verbale all’ufficio per adottare eventuali provvedimenti.

F.Oli.

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