di Francesco Oliva

MAGLIE (Lecce) – Un presunto molestatore in casa da anni. Vitime: i figli ancora minorenni e un’amichetta della figlia. La Procura di Lecce ha aperto un’indagine per fare luce sulla vicenda. Un uomo di mezza età è finito nel registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata. L’indagine è stata appena avviata. Un fascicolo è stato aperto dal pubblico ministero Stefania Mininni. Nei prossimi giorni, i tre minori verranno sentiti tramite incidente probatorio davanti al gip Cinzia Vergine. La vicenda, ancora tutta da accertare, viene svelata in esclusiva su questo sito. Molti dettagli, come l’età dell’indagato e delle persone offese, sono stati volutamente tralasciati per tutelare al massimo l’identità degli stessi.

Di certo, la vicenda arriva da un contesto familiare piuttosto degradato. Gli accertamenti sono scattati di recente. E’ stata l’amichetta della figlia del presunto molestatore a confidare i presunti abusi alla madre. E da lì si è aperta un’indagine molto più ampia con coni d’ombra inquietanti. Sono emersi così altri presunti episodi di violenza che si sarebbero verificati tra le pareti domestiche ai danni dei figli minori. Da quel che si sa, gli abusi sulla figlia sarebbero andati avanti per anni. Sul figlioletto, invece, si parla di un singolo episodio che si sarebbe verificato nei mesi scorsi. Palpeggiamenti e toccatine, secondo i primi accertamenti è bene precisare e nessun caso di rapporti sessuali completi.

In questa prima fase d’indagine gli investigatori hanno dovuto Le presunte vittime non hanno agevolato le indagini per la delicatezza delle accuse mosse al proprio genitor Sono state acquisite le denunce delle mamme presentate in caserma, le relazioni stilate dal consultorio familiare di Maglie e le dichiarazioni fornite dalle persone informate dei fatti. Il primo passo di questa indagine così delicata è previsto con l’ascolto protetto dei tre minori. Una corsa contro il tempo per congelare le dichiarazioni delle presunte vittime perché i tempi necessari per arrivare alla fase processuale potrebbero pregiudicare il ricordo. L’indagato è difeso dall’avvocato Leonardo Maiorano; le persone offese da Selene Mariano e Simona Mancini.

 

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