BRINDISI (Lecce) – Confessano e rimangono in carcere i due rapinatori brindisini sottoposto al fermo di polizia per la rapina di giovedì pomeriggio all’interno della gioielleria “Idea Oro”, in Piazza Mazzini a Lecce. Il gip del Tribunale del capoluogo messapico Stefania De Angelis ha convalidato il fermo di Oronzo Ligorio e non di Luigi Blasi per il quale il giudice non rilevato il pericolo di fuga. I due giovani, assistiti dagli avvocati Cinzia Cavallo e Gianvito Lillo, hanno ammesso gli addebiti confessando di essere i due giovani immortalati nelle foto diffuse dal proprietario della gioielleria su Facebook. Nei prossimi giorni, il fascicolo verrà trasmesso per competenza territoriale alla Procura di Lecce. 

La rapina si è consumata pochi minuti dopo le 18. Ad agire due individui completamente vestiti di scuro che, tradendo un accento brindisino, si sono introdotti nella gioielleria a volto scoperto. Una volta dentro l’oreficeria, però, hanno palesato le loro reali intenzioni. Uno dei due, infatti, ha estratto una pistola (non si sa se vera o giocattolo) e l’ha puntata verso la moglie del titolare, intimandole di consegnargli i gioielli. I malfattori sono riusciti ad impossessarsi di alcuni gioielli contenuti in due panni di velluto, ma non sono riusciti ad aprire la cassaforte. Il bottino è in fase di esatta quantificazione.

Arraffati i preziosi, i due rapinatori hanno subito guadagnato l’uscita e si sono dileguati a bordo di un’auto, probabilmente condotta da un terzo complice. Sul posto, dopo l’allarme, sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Questura di Lecce, gli specialisti della Scientifica e gli investigatori della Squadra mobile. Si è reso necessario anche l’intervento di un’ambulanza del 118, accorsa per soccorrere la malcapitata gioielliera, fortemente provata per l’accaduto. Fortunatamente non ha riportato alcuna conseguenza fisica.

Le indagini, coordinate dagli agenti della Squadra mobile di Brindisi insieme ai colleghi leccesi, hanno consentito di risalire ai due banditi. E’ caccia sempre ad un terzo individuo che avrebbe svolto il ruolo di palo. Intanto la refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria.

F.Oli.