TAVIANO (Lecce) – Circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita aggravati ai danni di un’ospite malata psichica da tempo. Con queste accuse Vito Valentino Peschiulli, 46enne di Taviano, responsabile dell’omonima casa di cura con sede a Racale, è stato rinviato a giudizio dal gup Alcide Maritati. Il processo scatterà il prossimo 23 ottobre davanti al giudice monocratico Alessandra Sermarini. L’indagine è stata avviata con la denuncia di una donna: L.C., 56 anni, di Ugento.

Secondo quanto raccontato, l’ospite sarebbe stata costretta a sottoscrivere un atto con cui delegava Peschiulli a riscuotere la pensione a suo nome incassando in tal modo circa 10mila euro fino ad ottobre del 2012. E che la donna non fosse capace di intendere e di volere lo attesterebbe una lunga serie di certificati medici rilasciati dal tempo. La 56enne risulta infatti affetta da una psicosi cronica con schizofrenia conclamata e riconosciuta invalida civile. Il responsabile della struttura si è sempre difeso sostenendo che i soldi chiesti alla donna sarebbero serviti per pagare alcune fatture pregresse relative alle rette di permanenza presso la struttura.

La persona offesa si è costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Chiffi. L’imputato, invece, è assistito dall’avvocato Vincenzo Mangione.