PORTO CESAREO (Lecce) – Speronò l’auto della ex moglie cercando di ferirla con un martello. Cosimo Damiano Rizzello, 43 anni, di Porto Cesareo, ha patteggiato 1 anno e 8 mesi di reclusione con sentenza di patteggiamento. E’ quanto disposto dal gup Cinzia Vergine che ha ritenuto congrua la pena concordata dall’avvocato difensore Giuseppe Bonsegna con il pubblico ministero Maria Vallefuoco concedendo all’imputato la sospensione e non menzione della pena nonostante l’iniziale opposizione dell’avvocato della persona offesa, Cristiano Solinas. L’uomo è stato anche scarcerato. Si trovava ai domiciliari condizionato dal braccialetto elettronico (il dispositivo applicato alle caviglie che consente di monitorare gli spostamento di una persona ristretta nel proprio domicilio).

L’arresto risale al 9 maggio dopo una mattinata piuttosto movimentata in riva al mar Jonio. Il parapiglia si verificò in via Monti. L’uomo avrebbe cercato di speronare l’auto con a bordo l’ex moglie. Subito dopo, Rizzello sarebbe sceso dalla macchina con un martello in mano per colpirla. Solo l’intervento di alcuni cittadini evitò il peggio. Come testimoniato da alcune persone prontamente intervenute, Rizzello avrebbe voluto raggiungere la donna per ammazzarla. Non potendo raggiungere il proprio obiettivo si sarebbe immediatamente allontanato.

La fuga è stata breve. Poco dopo è intervenuta una pattuglia dei carabinieri. I militari erano stati informati che l’uomo, uccisa la donna, avrebbe deciso costituirsi. Così come effettivamente avvenuto. Dopo una perquisizione in auto i militari trovarono e sequestrarono il martello utilizzato per minacciare la donna. Rizzello finì in manette con le accuse di lesioni personali, atti persecutori e danneggiamento. Nel corso dell’udienza di convalida, l’uomo confessò l’episodio smentendo però di aver mai voluto far del male alla donna. A suo dire sarebbe stato spinto da un amore mai sopito che, per alcuni secondi, gli avrebbero causato un travaso di bile.

F.Oli.

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