ROMA – Questa volta è stata la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite a rigettare il ricorso proposto dai proprietari di alcuni suoli interessati dai lavori della 275.
Il ricorso vedeva dall’altra parte, la Provincia e il Consorzio ASI di Lecce, difesi dall’avv. Pietro Quinto nonché l’avv. Ernesto Sticchi Damiani per la Prosal, e ciò perché i ricorrenti contestavano non solo l’operato del CIPE ma anche l’incarico affidato alla Società di progettazione.
Dopo il rigetto dei ricorsi da parte del TAR di Lecce e da parte del Consiglio di Stato, i proprietari si erano rivolti alle Sezioni Unite della Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale, ancora una volta ribadendo la illegittimità dell’affidamento dell’incarico di progettazione e la illegittimità dei provvedimenti con i quali il CIPE aveva approvato quei progetti.
A sostegno della loro domanda la convinzione che i termini di impugnazione non potevano decorrere dalla pubblicazione dei provvedimenti sulla Gazzetta Ufficiale ma che si sarebbe dovuto procedere con la notifica individuale.

La Cassazione ha invece confermato le decisioni del Giudice Amministrativo che aveva rigettato i ricorsi perché in parte inammissibili per difetto di legittimazione ed in parte irricevibili per tardività.
“Ancora una volta i Giudici –ha dichiarato l’avv. Quinto- confermano la legittimità del procedimento che aveva portato alla approvazione del progetto della strada statale 275. Dopo una valanga di ricorsi e di iniziative giudiziarie i Giudici, questa volta le Sezioni Unite della Cassazione, hanno confermato che in materia di opere strategiche vi sono interessi preminenti che prevalgono rispetto a quelli dei privati. La normativa in materia è finalizzata a perseguire e realizzare quelle opere strategiche per lo sviluppo del Paese”.

La decisione delle Sezioni Unite interviene in un momento in cui pendono ancora i giudizi sull’affidamento dell’appalto dei lavori ed ANAS si è riservata di assumere le finali determinazioni all’esito del contenzioso.
“Ovviamente –sottolinea l’avv. Quinto- la decisione della Cassazione consolida ancor di più un procedimento amministrativo che tutti i Giudici hanno riconosciuto legittimo e ciò anche in osservanza del fondamentale principio della certezza delle situazioni giuridiche e delle preminenti ragioni di pubblico interesse rispetto alle quali le garanzie per i privati sono recessive”.
La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile anche per la ridondante e confusa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto.
I Giudici hanno condannato alle spese di giudizio e al versamento di un ulteriore importo per spese di giustizia.

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