SALENTO – Lo abbiamo scritto più volte che gli annunci trionfalistici sulla vicenda della strada 275 lasciano il tempo che trovano. La Regione Puglia si era spinta fino all’annuncio di un nuovo progetto su cui puntare, dopo l’azzeramento di Anas. Cosa impossibile senza rifare un lungo iter burocratico. Ci sono tre contenziosi in piedi, proprio perché la scelta di annullare tutto non va giù ai raggruppamenti che hanno lottato per anni. Il risultato è che gli operai continuano a protestare, 200 milioni sono ancora fermi e si continua a combattere nelle aule dei tribunali, dove la giustizia viaggia lentamente. L’Autorità Anticorruzione è stata durissima su questa annosa vicenda: c’è puzza di bruciato ovunque. Però il Salento ha bisogno di una strada moderna e meno pericolosa al più presto. Come fare? «Non si può fare un nuovo progetto in poco tempo – spiega l’avvocato Pietro Quinto – Bisogna trovare l’accordo con 10 Comuni e sappiamo cosa succede in questi contesti: passano anni perché ognuno ha da ridire e da ritoccare qualcosa».

Secondo l’avvocato che difende il raggruppamento Matarese l’unica soluzione per fare in fretta è puntare sull’«accordo interistituzionale» del 2011: in quel contesto fu approvato un progetto condiviso. Bisogna ripartire da lì per ammodernare la «strada della morte». L’ATI Matarrese/Coedisal non ci sta a ritenere archiviata la gara per l’affidamento dei lavori della 275. Il 9 novembre si discuterà il ricorso del raggruppamento riammesso alla gara che Anas ha annullato in autotutela. «Bisogna rimettere in moto una gara e un progetto che hanno percorso un tragitto lungo 15 anni» – afferma Quinto. Sembra che alla fine dei conti dovranno essere i giudici a risolvere tutto, anche perché ci sono altri due raggruppamenti che rivendicano il primo posto, persino chi si è piazzato quinto in quella famosa gara pubblica.

Garcin

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