di Francesco Oliva

GALLIPOLI (Lecce) – Due indagati per la presunta compravendita di voti alle ultime elezioni comunali nel giugno del 2016 a Gallipoli vinte al ballottagio dal candidato del centrosinistra Stefano Minerva. Il procuratore aggiunto Antonio De Donno ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di Alessandro Carroccia, 39 anni, di Gallipoli e Roberto Cartenì, 36, di Gallipoli, candidato per il consiglio comunale di Gallipoli con la lista Conservatori e Riformisti, IN una delle sei liste che sosteneva la candidatura a sindaco di Sandro Quintana.

L’inchiesta, condotta dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura, coordinati dal colonnello Francesco Mazzotta, è stata lunga e complessa. Gli inquirenti hanno ascoltato decine di persone informate dei fatti per ricostruire il presunto giro di compravendita. Al vaglio erano finiti una decina di nomi le cui posizioni sono state poi stralciate (in vista di una richiesta di archiviazione) ridimensionando di fatto la portata delle accuse.

Uno dei due indagati è il grande accusatore. Un semplice elettore che si sarebbe prestato al gioco del do ut des in una cabina elettorale. Si tratta di colui il quale ha denunciato la compravendita nella caserma dei carabinieri di Gallipoli mesi fa allegando foto e registrazioni. Cinquanta euro in cambio del voto così come attesterebbe una foto scattata con uno smarthphone. Gli accertamenti si sono poi rapidamente estesi. Le attenzioni si sono soffermate in particolare sui giorni che hanno preceduto il ballottaggio quando lo scambio di promesse e di regalìe sarebbe stato gestito da un manipolo di soggetti vicini ai candidati. I sospetti, però, non si sono concretizzati in accuse contestate ad altre persone.

E il reato di voto di scambio viene ipotizzato anche a chi (come nel caso di Carroccia) si sarebbe prestato alla compravendita con la promessa di un posto di lavoro in cambio di una somma di denaro quasi simbolica. I due indagati hanno ora venti giorni a loro disposizione per chedere di essere interrogati o per produrre memorie difensive prima che il formalizzi l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Carroccia è difeso dall’avvocato Speranza Faenza; Cartenì, d’ufficio da Antonio Palumbo.

L’elezione per il nuovo sindaco in riva allo Jonio si è decisa al ballottaggio dopo una battaglia serrata. Al primo turno, si è votato il 5 giugno scorso quando nessuno dei quattro candidati (Flavio Fasano, Stefano Minerva, Sandro Quintana e Tommaso Giuseppe Provenzano) erano riusciti a superare il 50 per cento dei voti. Il 19 giugno il testa a testa tra Fasano e Minerva si è concluso con il successo di quest’ultimo con uno scarto di 280 voti: 5mila e 810 preferenze per Minerva contro le 5mila e 530 ottenute dal suo sfidante.