LECCE – “La Lupiae, attraverso le gestioni che si sono susseguite in questi ultimi anni e in particolare con quella guidata dall’avv.Turi, ha risolto i suoi problemi, avendo raggiunto il pareggio di bilancio partendo da una situazione di tre milioni di euro di perdita all’anno” – con queste parole Paolo Perrone ha spiegato che la gestione della società partecipata dal Comune è ineccepibile. Il centrodestra è infuriato per il tentativo di spoils system messo in atto da nuovo sindaco: la ragione ultima del nuovo bando per il rinnovo dei Cda delle partecipate sarebbe quella di “sistemare qualcuno, cioè qualche amico, qualche trombato che figurava nelle liste di Salvemini o di Delli Noci… o ancora qualche fedelissimo di Emiliano o Ruggeri”.

Gabriele Molendini, capogruppo di Lecce Città Pubblica, nutre più di qualche dubbio su questa ricostruzione e lo mette nero su bianco: “I bilanci sono firmati dal Presidente attualmente in carica, avv. Tatiana Turi, moglie dell’attuale Sindaco di Novoli Gianmaria Greco e nuora di Fiorino Greco, già consigliere di centrodestra ed assessore nella consiliatura precedente; dal consigliere d’amministrazione Gabriele Ciardo di Grande Lecce (primo dei non eletti nelle elezioni 2012 a ridosso della nomina in CdA); e dal consigliere d’amministrazione Maurizio De Meis, candidato con Io Sud nelle elezioni amministrative 2012.

Sembra dunque che i bilanci della Lupiae Servizi siano scintillanti e finalmente risanati. Ce ne compiaceremmo sicuramente tutti e la città intera potrebbe tirare un sospiro di sollievo. Qualche dubbio però lo nutriamo dalla lettura dei bilanci ufficiali, dalla nota integrativa e dal relazione sulla gestione del bilancio 2016 da poco pubblicato.

Veniamo dunque ai numeri, che come tali non mentono.

A fronte dello sbandierato utile di esercizio di 19.256 euro, i conti della Lupiae Servizi sono rassicuranti? Ci sono elementi di preoccupazione ?

Innanzitutto sono iscritti in bilancio per 1.607.633 euro crediti verso il Comune di Novoli in contenzioso con giudizi in Appello e Cassazione per i quali non risultano appostati adeguati stanziamento a fondo rischi su crediti (dato che la relativa posta ammonta a 33.747 euro). Tuttavia gli avvocati della Lupiae confidano di vincere i contenziosi e quindi si è ritenuto di fare così (sic).

Veniamo però ai dati più inquietanti: l’indebitamento tributario cresce da 1.502.301 a 1.770.965 ed i debiti verso Enti Previdenziali da 919.364 a 1.496.780. Un incremento complessivo in un anno di 851.601.

Dice la Presidente Turi nella Relazione di Gestione che ‘il debito per mancato versamento delle ritenute fiscali per lavoro dipendente relative all’anno 2016, per un importo pari a 628.000 euro che, per non incorrere in sanzioni penali deve essere sanata o ridotta sotto i 150.00 euro con ravvedimento operoso antro il 31 luglio 2017’.

Per far fronte al pagamento dell’IVA di anni pregressi si è ricorso nel dicembre 2016 ad anticipazioni dei contratti per servizi da svolgere nel 2017.

Di fatto quello che avviene si può rappresentare così: i debiti tributari e previdenziali che maturano anno per anno non vengono pagati con i flussi di entrata, ma vengono accumulati non essendoci risorse per pagarli. Le relative cartelle di pagamento vengono poi rateizzate e pagate in più annualità.

Accade così che in un anno si pagano le rate dei debiti tributari e previdenziali spalmate in più annualità facendo così crescere progressivamente l’indebitamento fino al rischio deflagrazione.

Può essere considerato congruo e sostenibile un debito tributario e previdenziale di complessivi 3.267.745 euro per un azienda che non arriva a 107mil di fatturato?

Ci sono le risorse per tenere a galla l’Azienda?

La Presidente Turi nella relazione ci risponde così: ‘i flussi in entrata …sono in grado di dare solo parziale copertura alle uscite di cassa correnti…’.

E aggiunge: ‘E’ pertanto improcrastinabile un intervento da parte del Socio (cioè il Comune di Lecce), anche attraverso una qualche forma di trasferimento straordinario, di risorse finanziarie’.

Lo dice e lo scrive proprio in grassetto, a sottolineare l’urgenza e, usando le sue stesse parole, ‘l’improcrastinabile necessità di procedere ad una adeguata ricapitalizzazione societaria’.

Insomma LUPIAE SERVIZI da due anni cerca di vendere i terreni conferiti dal Comune di Lecce per sanarne i conti. Se, come prevedibile, non ne verrà a capo a breve utilmente, pensa ancora di bussare alle casse del Comune.

Se questi sono i conti di una società ‘che ha risolto i suoi problemi’ e finalmente in grado di camminare sulle sue gambe ce lo dicono le parole dei suo stessi amministratori.

 

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