di Francesco Oliva

COPERTINO-MONTERONI (Lecce) – Non avrebbe versato all’Asl le somme dovute per le visite intramoenia con la presunta complicità di una collega di studio. Tradotto in formule giuridiche, si tratta di peculato. L’accusa viene contestata a M.V., 58 anni, di Copertino, dirigente veterinario del Primo Livello del Dipartimento di prevenzione del Servizio Veterinario presso l’ospedale di Copertino e alla collega e collaboratrice di studio R.M., 37, di Monteroni. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal pubblico ministero Antonio Negro. Gli accertamenti sono scattati dopo alcune segnalazioni.

I finanzieri hanno bussato alla porta dello studio del professionista. E’ stata acquisita documentazione contabile ed extracontabile; sono state sentite persone a sommarie informazioni. Il medico, stando agli accertamenti, era autorizzato a svolgere attività intramoenia nel suo studio veterinario di Copertino. Stando all’accusa, “nella sua qualità di pubblico ufficiale” si sarebbe appropriato delle prestazioni veterinarie per compensi complessivi quantificati in circa 946 euro tra il 2014 e aprile 2016 (di cui il 60% doveva finire nelle casse dell’Asl). Il professionista avrebbe omesso di registrare la documentazione, la registrazione e la fatturazione relativamente a prestazioni effettuate in favore di una cinquina di clienti.

Il veterinario non avrebbe fatto tutto da solo. Secondo le risultanze investigative, si sarebbe avvalso dell’emissione di ricevute fiscali da parte della collega omettendo così il versamento di quanto dovuto all’Asl. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari non corrisponde ad un verdetto di colpevolezza anticipato. I due indagati potranno ora prendere copia della documentazione d’indagine o chiedere di essere interrogati. Il medico è difeso di fiducia dall’avvocato Giuseppe Bonsegna; la collega, d’ufficio, da Fabrizio Pellegrino.