NARDO’ (Lecce) – “La discarica di Castellino è un problema grave e annoso che non può essere affrontato con la propaganda politica. Il presidente Emiliano e la sua Giunta conoscono la situazione allarmante da molto tempo, non lo scopre di certo con questa amministrazione comunale di Nardò ma con le denunce che ho portato in aula e in commissione fin dai primi giorni della legislatura, chiedendo provvedimenti urgenti per mettere in sicurezza e bonificare il sito. Interventi che, nonostante siano passati più di due anni, ancora tardano ad arrivare. Per questo motivo appaiono grotteschi i ringraziamenti del sindaco Mellone alla giunta regionale e al presidente Emiliano per l’inizio dei rilievi geoelettrici”.

Ad affermarlo è Cristian Casili, consigliere regionale del Moviento Cinque Stelle e Vicepresidente della V Commissione Ambiente. “Due anni sono un periodo enorme, un lasso di tempo in cui si è perso ulteriore tempo prezioso e si è permesso il percolamento degli inquinanti nel sottosuolo, come confermato dal trend di alcuni metalli pesanti rilevati da Arpa Puglia in questi ultimi anni. Nel 2015 e nel 2016 denunciai il superamento dei limiti di legge di nichel e arsenico, sostanze cancerogene ritrovate nei pozzi spia della discarica, che confermano la necessità della sua messa in sicurezza e bonifica. I cittadini neretini hanno già pagato in termini di salute e Castellino rappresenta la battaglia ambientale più importante per Nardò, per questo mi lasciano perplesso gli slanci di gratitudine nei confronti di chi poteva intervenire tempestivamente e ancora non l’ha fatto.

Da tempo ho chiesto al governo regionale – prosegue Casili – di mettere in sicurezza la discarica e di superare i contenziosi che vedono coinvolto il gestore, la ditta Mediterranea Castelnuovo 2 srl. Ma fino ad oggi non è stata intrapresa nessuna azione. I cittadini del Comune di Nardò – che per anni hanno ricevuto sul loro territorio oltre un milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati provenienti da 46 diversi comuni, sopportando i miasmi prodotti da Castellino che ha compromesso la salute e la qualità della loro vita – meritano azioni urgenti da parte del presidente Emiliano, che non si deve far sentire solo per cercare i voti necessari alle primarie del Partito Democratico.

L’anno scorso richiesi un’ audizione urgente in Regione su Castellino dove registrammo l’impegno da parte dell’ex assessore all’ambiente Santorsola per dirimere le attuali conflittualità, mettendo la Regione nelle condizioni di intervenire in “sostituzione in danno”, ovvero mettendo in sicurezza Castellino con risorse proprie. Sappiamo che occorrono 5 milioni di euro per mettere in sicurezza la discarica e disinnescare questa bomba ecologica. Queste risorse sono disponibili all’interno delle risorse dell’ecotassa. Ma da allora non si è mosso nessuno.

L’ente regionale avrebbe dovuto farsi carico, con estrema urgenza, di una rapida messa in sicurezza e bonifica della discarica, così come stabilito dall’ordinanza di chiusura della stessa, dunque rispettando la legge dopo dieci anni di inattività della struttura. Auspico che queste prime fasi del Piano di Caratterizzazione, propedeutica ai successivi passaggi di carattere amministrativo, siano molto rapidi, perché conosciamo già qual’è il drammatico stato ambientale dell’area intorno a Castellino. Si proceda quindi senza indugi a chiudere l’iter amministrativo di queste prime fasi e a stanziare i 5 milioni di euro necessari per mettere in sicurezza la discarica. Nessuno si sogni di prendere in giro i neretini con ulteriori rimpalli istituzionali o facendo campagna elettorale sulla salute degli stessi.