SPECCHIA (Lecce) – Dolore, rabbia, vendetta. La morte di Noemi e la confessione del fidanzato, che avrebbe agito con la complicità del padre (da accertare ancora il ruolo dell’adulto), ha inevitabilmente scatenato le reazioni di chi le voleva bene, di chi la conosceva, di chi sperava fino all’ultimo di poterla riabbracciare ancora in vita.

La notizia del ritrovamento del cadavere della 16enne di Specchia, annunciata dal Prefetto di Lecce Claudio Palomba al termine del vertice tenutosi in mattinata in Prefettura, ha di fatto annullato la conferenza stampa dei genitori di Noemi, che avrebbero voluto lanciare l’ennesimo appello per ritrovare la propria figlia, della quale si erano perse le tracce dallo scorso 3 settembre. Che invece sono stati improvvisamente travolti dalla notizia del ritrovamento del corpo della figlia, che ha spazzato d’un tratto ogni speranza e vanificato ogni preghiera. Un dolore enorme, devastante, per la madre della ragazzina, colta da malore dopo avere appreso della morte di Noemi e poi soccorsa dai presenti e da un’ambulanza del 118.

Nei giorni successivi alla scomparsa della 16enne di Specchia, si erano susseguiti gli appelli della madre, della nonna e della sorella Benedetta. Appelli che erano rimbalzati inevitabilmente anche sui social network, dove in tanti si erano mobilitati diffondendo la foto della ragazza, affinché qualcuno potesse riconoscerla se incontrata per strada.

Gli stessi social network dove, quando in mattinata si è cominciata a diffondere la notizia del ritrovamento del corpo della povera Noemi, sono iniziati a comparire insulti e promesse di vendetta nei confronti del 17enne L.M., reo confesso dell’omicidio della ragazzina. C’è chi lo minaccia di morte, chi invoca l’ergastolo, chi promette di fargliela pagare.

Social dove la stessa Noemi aveva pubblicato nel tempo alcuni post (in basso gli ultimi pubblicati su Facebook e Twitter), lasciando intendere che qualcosa non andasse per il verso giusto con il fidanzato che – almeno un paio di volte, come emerso nelle ultime ore – l’avrebbe malmenata, costringendola a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Tricase. Violenze che Noemi avrebbe sopportato per amore di quel ragazzo che l’amava nel modo sbagliato. Al punto di ucciderla.