Il luogo dove è stata ritrovata Noemi

di Francesco Oliva

SPECCHIA (Lecce) –RITROVAMENTO –  La lunga giornata chiusa con il fermo del 17enne era iniziata con la peggiore delle notizie. Il corpo della 16enne Noemi Durini era stato ritrovato parzialmente occultato sotto alcuni massi all’ombra degli ulivi. Il cadavere della giovane di Specchia è stato ritrovato cadavere dopo dieci lunghi, estenuanti giorni di ricerche continue. Era stato nascosto in una campagna adiacente la strada provinciale per Santa Maria di Leuca in località “San Giuseppe” nel territorio di Castrignano del Capo. Ci sono due indagati per uno dei casi più inquietanti che la cronaca locale ricordi: il fidanzato della ragazzina, L.M., di 17 anni e il padre B.M., di 41, residenti a Montesardo (frazione di Alessano). Il primo risponde di omicidio volontario e di occultamento; il secondo solo di occultamento e sequestro di persona.

Sul posto, si sono recati il Procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone De Castris, supportato dai sostituti titolari delle indagini, Donatina Buffelli (per la Procura ordinaria) e Anna Carbonara (per quella dei Minori), insieme ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, ai militari della Compagnia di Tricase e ai colleghi di Specchia oltre ai vigili del fuoco e ai volontari della Protezione Civile. Il medico legale Roberto vaglio ha eseguito una prima ispezione sul cadavere. Si chiudono con l’epilogo che nessuno sperava le ricerche della studentessa scomparsa all’alba di domenica. In questi giorni un intero territorio si era mobilitato con la speranza che Noemi potesse ritornare a casa sana e salva. Così non è stato.

LA RICOSTRUZIONE – Le ultime sequenze di vita di Noemi sono agghiaccianti. L.M. ha colpito la studentessa in testa con delle pietre e poi l’ha sotterrata trascinandola sotto un muretto a secco ricoprendola con alcune pietre. I soccorritori si sono trovati ad una secna raccapricciante. Il corpo era ormai in evidente stato di decomposizione. Noemi era ancora vestita: indossava i leggings di colore nero, la maglietta nera e le scarpe da tennis bianche e nere, gli stessi indumenti che aveva quando si è allontanata da casa il 3 settembre scorso per salire sulla vettura guidata dal fidanzato 17enne. La salma di Noemi, subito dopo una prima ispezione del medico legale Roberto Vaglio, è stata trasferita presso la camera mortuaria del “Vito Fazzi” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

LA SVOLTA – L’accelerata nell’inchiesta è arrivata questa mattina. Il fidanzato è stato prelevato da scuola. E’ stato portato in caserma dopo essere stato prelevato da scuola. Ha confessato di avere ucciso Noemi e di aver gettato il cadavere in un pozzo nelle campagne di Castrignano. Messo sotto torchio dagli investigatori, L.M. ha confessato l’omicidio. E ha accompagnato gli investigatori nel luogo in cui ha occultato il cadavere.

PADRE INDAGATO – Il ragazzino non è l’unico indagato. Nel registro degli indagati è stato iscritto anche il padre, B.M., di 41 anni. In giornata, dopo un lungo vertice con i carabinieri del Nucleo Investigativo, i magistrati inquirenti hanno deciso di procedere con i primi avvisi di garanzia. Nel contempo gli inquirenti hanno disposto il sequestro della Fiat 600 di proprietà della madre del ragazzino. Le indagini hanno infatti accertato come l’ultima persona ad aver visto Noemi sia stata il fidanzato a bordo dell’auto di famiglia. Sull’auto sono stati disposti approfondimenti affidati al Ris.

INDAGINI – Per sbrogliare la matassa sul giallo di Specchia, fondamentale si è rivelata l’acquisizione delle immagini di una telecamera. L’occhio digitale di una villa privata ha immortalato il passaggio dell’auto lungo una via di Specchia. Il giovane era in compagnia del padre. Noemi è uscita casa. hanno colloquiato all’esterno per qualche secondo. Poi si sono allontanati a bordo di una Fiat 600. Era l’alba del 3 settembre. Da quel giorno Noemi è sparita nel nulla. Il ragazzino è stato più volte interrogato in caserma. Inizialmente ha riferito di aver visto la fidanzata per l’ultima volta venerdì sera per poi confessare di aver accompagnato Noemi nelle vicinanze del campo sportivo il giorno della sua scomparsa. Le immagini della telecamera oltre alle contraddizioni del giovane hanno alimentato i sospetti sul 17enne. In questa vicenda, però, si inserisce anche la figura del padre del ragazzino. Avrebbe avuto un ruolo centrale nelle scomparsa di Noemi, stando ai primi esiti investigativi. L’uomo è stato interrogato più volte e ha ammesso di osteggiare quella relazione. Ora è indagato con l’accusa di occultamento di cadavere. era presente sul luogo del delitto?

PIANGE LA COMUNITA’ DI SPECCHIA – Una maledizione sulla piccola comunità di Specchia. Noemi non è l’unica ragazza morta in circostanze violente, vittima della violenza di un uomo più forte di lei. C’è il caso di Sonia Marra che scuote ancora le coscienze di questo piccolo borgo del sud Salento. La giovane studentessa svanì nel nulla il 16 novembre del 2006. Sotto processo è finito il fidanzato Umberto Bindella, arrestato e poi scarcerato, per il quale la Procura ha chiesto una condanna a 24 anni di reclusione.

CORDOGLIO E COMMOZIONE – Mazzi di fiori e ceri sono stati deposti da numerose persone provenienti da tutta la zona sul luogo dove è strato ritrovato il corpo della studentessa.

COMMENTI –  “Noemi e la sua famiglia avevano lanciato una richiesta di aiuto arrivando a segnalare il carattere eccessivamente aggressivo e violento del fidanzatino della propria figlia al Tribunale per i Minorenni di Lecce. Pochi giorni prima della scomparsa, Noemi sul proprio profilo Facebook aveva postato delle frasi che poi si son rivelate sibilline ….non è amore se ti picchia, non è amore se ti umilia …. Oggi un’altra famiglia ed una comunità intera piangono la morte della propria figlia adolescente il cui carnefice anch’esso minorenne non è stato messo nelle condizioni di non nuocere da chi ne aveva l’obbligo giuridico e morale, da chi doveva, nel superiore interesse del minore, tutelarlo.

Un’altra vita spezzata troppo presto, frutto di un amore acerbo e malato, ed in questo caso più che in altri doveva essere evitato da chi si erge a difensore dei diritti dei minori.” Queste le dichiarazioni di Cinzia Pellegrino responsabile nazionale del Dipartimento Tutela Vittime di FDI AN e dell’avvocato Giovanni Apollonio referente per la provincia di Lecce del Dipartimento in merito all’omicidio confessato dal fidanzato della piccola Noemi Durini.