di Leonardo Bianchi

LECCE – Il segretario generale FIMMG Lecce, Alberto Andrani, è il segretario FIMMG, Marco Corsani, hanno scritto un lungo comunicato sull’emergenza guardie mediche per offrire suggerimenti utili alla soluzione dei problemi. Tagliando non si va da nessuna parte: è necessario aumentare la sicurezza e migliorare le sedi, dotandole di tecnologia. Sono necessarie misure di sicurezza adeguate e i sindacati stanno lavorando per promuoverle. “L’ennesima aggressione dei giorni scorsi a danno di una dottoressa del Servizio di continuità Assistenziale (Ex Guardia Medica) di Catania, ha evidenziato a tutti i livelli, il rischio a cui i Medici di CA sono esposti ogni notte durante l’espletamento del turno di lavoro – spiegano i sindacalisti – La Continuità Assistenziale assicura ogni notte e ogni prefestivo e festivo Assistenza Sanitaria in tutto il territorio Nazionale e a tutti i cittadini. Negli ultimi anni, si è registrato un aumento del numero di aggressioni verso la categoria medica per vari motivi quali la contrazione dell’offerta sanitaria operata per far quadrare i bilanci in tempi di crisi, l’aumentata richiesta di assistenza sanitaria da parte dei cittadini e, non ultimo, una crescente insofferenza di una parte della popolazione verso le istituzioni.

E ovviamente chi è il primo a farne le spese di questa situazione? L’operatore esposto in prima linea: personale di pronto soccorso, delle ambulanze, Medici di famiglia e di Guardia Medica. Negli ultimi tempi gli Ordini dei Medici e i Sindacati della categoria hanno denunciato la condizione di pericolo in cui ogni giorno, gli operatori sanitari affrontano la professione. L’ultimo episodio di cronaca, purtroppo, ha riacceso i riflettori su quello che noi operatori del settore denunciamo ogni giorno. Tant’è che il Ministro della Salute è sceso in campo in prima persona e con i propri tecnici per verificare le condizioni di lavoro dei Medici di Continuità assistenziale nelle varie realtà d’Italia.

A livello Regionale, si è tenuto il 22 settembre scorso il Comitato Permanente Regionale della Medicina Generale presso l’Assessorato della Sanità , presieduto dal direttore del Dipartimento Dr. Giancarlo Ruscitti e che ha visto la partecipazione dei delegati sindacali regionali. La proposta della Regione Puglia per garantire più sicurezza ai medici di Continuità Assistenziale è stata quella di ridurre il numero di ambulatori sul territorio in modo da non lasciare i medici da soli a svolgere il turno nelle singole sedi e di garantire un servizio di vigilanza per ogni sede. Dopo le 22.30 in accordo con quello che è il contratto regionale che regolamenta il servizio, gli ambulatori verrebbero chiusi e i medici in servizio, da una sede non accessibile al pubblico, sarebbero contattati solo telefonicamente dall’utenza. Questa proposta ora passerà all’Esame dell’Associazione Nazionale dei Sindaci Italiani per poi ritornare in discussione tra Regione e Sindacati che lavoreranno insieme per garantire maggiore sicurezza ai medici durante i turni di lavoro.

In data 2 ottobre scorso, presso la sede dell’Ordine dei Medici di Lecce, si è riunita l’Assemblea Provinciale degli Iscritti della FEDERAZIONE ITALIANA DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE (FIMMG) Settore Continuità Assistenziale che ha visto la partecipazione di numerosi Medici che ogni notte garantiscono il servizio con dedizione e responsabilità. Tra i partecipanti, anche numerose giovani dottoresse che hanno espresso le loro perplessità e le loro esigenze sul proprio lavoro. In particolare, si è registrato scetticismo sulle ipotesi di accorpamento arbitrario e relativa chiusura delle sedi perché, a detta delle stesse Dottoresse, la copertura di un territorio più vasto e lo spostamento in sedi distanti aumenterebbe il rischio legato alla strada e ad eventuali aggressioni in strade interurbane tra un paese e l’altro. Per questo si sente l’esigenza di farsi scortare da personale qualificato, durante le visite domiciliari notturne o a rischio.

PERTANTO L’ASSEMBLEA dEi Medici di Continuità Assistenziale ADERENTI ALLA FIMMG HA DECISO DI INOLTRARE LE SEGUENTI PROPOSTE ALLA Direzione GENERALE della ASL: 1. Non procedere con l’accorpamento delle Sedi di Continuità Assistenziale e, quindi, mantenere attivi gli attuali ambulatori discutendo di miglioramenti sul piano della sicurezza con i Distretti Socio-Sanitari. 2. mettere in sicurezza tutte le sedi con videocitofono – telecamere- pulsante e telecomando tascabile collegato con la vigilanza; 3. utilizzare la vigilanza privata o contattare le forze dell’ordine per le domiciliari notturne e a rischio; 4. spostare le sedi periferiche in zone centrali e vicino a caserme e-o ospedali.

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