La tabaccheria di viale Giovanni Paolo II

F.Oli.

LECCE – Si chiude con una sentenza di patteggiamento il processo per i tre leccesi accusati di due due tentate estorsioni ai danni di imprenditori locali. Il gup Alcide Maritati ha inflitto 4 anni di reclusione a Massimiliano Elia, di 41, considerato la mente della banda e il mandante delle intimidazioni; 3 anni e 4 mesi al 36enne Andrea Bisconti e 2 anni e 8 mesi ad Andrea Podo, alias “Puzzune”, di 36, (quest’ultimo per un solo episodio), tutti di Lecce. Le accuse contestate erano tentata estorsione aggravata e continuata, danneggiamento e incendio in concorso. L’indagine, ribattezzata “Leonardo” e condotta dagli agenti della Squadra mobile di Lecce, è sfociata ad aprile con l’arresto dei tre presunti taglieggiatori (sempre detenuti). Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Guglielmo Cataldi e dal sostituto Antonio Negro, hanno ricostruito gli episodi.

Il primo caso risale al 22 dicembre quando furono ritrovate due bottiglie incendiarie inesplose nei pressi del cantiere nella zona dell’antistadio dove è stata realizzata un struttura sportiva indoor; il secondo risale all’1 gennaio quando venne cosparso con del liquido infiammabile il distributore automatico di una tabaccheria in viale Giovanni Paolo II; il terzo episodio si sarebbe verificato il 22 febbraio con l’incendio di un bagno chimico installato in una ditta edile in via Lupiae. Quattro giorni dopo, al titolare del cantiere, i tre estorsori recapitarono tre proiettili calibro 9 per 21. L’imprenditore, però, denunciò l’episodio e la richiesta estorsiva di 50mila euro.

Da quella denuncia si è sviluppata l’indagine della Squadra mobile che, grazie alla visione di immagini di videosorveglianza, intercettazioni e riscontri, ha chiuso  in breve il cerchio sulla banda di estorsori. L’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giovanni Gallo si trasformò in una lunga confessione dei tre leccesi che dichiararono di aver tentato di taglieggiare gli imprenditori per acquistare sostanza stupefacente. Subito dopo il giudizio immediato, gli avvocati Giuseppe De Luca, Pantaleo Cannoletta ed Erlene Galasso avevano depositato richiesta di patteggiamento accolta dal gup.

 

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