di Gaetano Gorgoni

LECCE – La prima cosa da dire quando si parla di legge elettorale è che viene cambiata troppo spesso. La Camera dà il via libera al Rosatellum bis, nome ispirato al capogruppo del Pd, Ettore Rosato. M5S ed Mdp scendono nelle piazze a protestare, da Roma a Lecce. Oggi i dalemiani insceneranno una protesta, alle 18, in Piazza Sant’Oronzo. Tutti i parlamentari pentastellati e i consiglieri regionali pugliesi ieri erano a Roma a far sentire la voce del dissenso. «Dovete fare sentire la vostra voce. Appelliamoci ad ogni strumento legittimo e pacifico per fare pressione sui parlamentari che vogliono votare questo obbrobrio» – ha detto il candidato premier M5s, Luigi Di Maio ai manifestanti. Dal porcellum in poi solo pasticci, ma questo è un altro discorso. Ieri è passata la seconda fiducia, manca un solo step ed è fatta. Si rischia di approvare la terza legge elettorale incostituzionale. Il Consiglio d’Europa, però, ha chiesto a tutti gli stati membri di fare leggi comprensibili e che possano durare, senza essere di volta in volta tagliate su misura della maggioranza di turno: mai bisognerebbe cambiarle a pochi mesi dalle elezioni!

“Sono atteggiamenti da ventennio, periodo in cui fu concepita le legge elettorale Acerbo, che aprì la strada alla fascistizzazione del paese” – commentano i pentastellati – Qui si apre la strada al solito mega – inciucio: un Nazareno bis, che a questo punto può essere probabile”. “Siamo qui per dire no al patto di potere tra Renzi e Berlusconi: stanno riproponendo un nuovo porcellum. Il futuro Parlamento sarà scelto dai capi partito” – spiegano al megafono i componenti di Mdp, riunitisi per un sit-in in Piazza Sant’Oronzo. Le regole del gioco sono importanti, non si possono cambiare mille volte: soprattutto, non possono essere scritte dagli stessi personaggi che hanno scritto quelle che la Corte Costituzionale ha bocciato. I cittadini in questo modo perdono fiducia nelle istituzioni e percepiscono solo un insano sforzo della casta per rimanere inchiodata alle poltrone: bloccando i listini dei partiti saranno le segreterie a decidere chi andrà a Roma. Il ruolo del Parlamento in questi anni è stato svilito: passa con la fiducia un’altra legge buona a tenere in vita i capibastone della politica, i trasformisti e i carrieristi che anche in questi cinque anni hanno avuto vita facile. Il guaio è che dopo una legge elettorale incostituzionale i nominati alla guida del Paese ne fanno un’altra che potrebbe essere per l’ennesima volta incostituzionale. Siamo al diabolico, perché sbagliare è umano, ma non perseverare scientemente.

COME FUNZIONA LA NUOVA LEGGE ELETTORALE:

Si tratta di un sistema misto, in parte maggioritario e in parte proporzionale. Ancora una volta, con i listini bloccati e la possibilità di candidarsi in più collegi, questa legge permette di inserire i soliti nominati dalle segreterie nelle posizioni giuste per uscire. Le coalizioni saranno finte, perché potranno cambiare a seconda dei collegi. Secondo alcuni calcoli dei detrattori, alla fine i “nominati” con questa legge potrebbero essere ben 700. La soglia per entrare alla Camera o al Senato sarà fissa al 3 per cento.

Poco più di un terzo dei deputati (231) eletti in collegi uninominali maggioritari, in cui i partiti si coalizzano, e gli altri in modo proporzionale in listini bloccati di due-quattro nomi.

Quindi, saranno 231 i collegi maggioritari, pari al 36% dei Seggi della Camera. I partiti si potranno coalizzare per sostenere un comune candidato.

I 399 deputati restanti, 12 continueranno ad essere eletti nelle Circoscrizioni Estere, saranno eletti con metodo proporzionale. In Italia un deputato è eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale; i restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28. In Senato saranno 20.

Diversamente dal Mattarellum, in cui c’erano due schede (una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto), con il ’Rosatellum 2.0’ ci sarà una scheda unica: il nome del candidato affiancato ai simboli che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

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