L’avvocato Riccardo Giannuzzi

LECCE – Dopo un processo durato cinque anni si chiude con un’assoluzione la vicenda giudiziaria del 32enne Nicola Rinaldis, titolare del Caffè Rani, locale nel cuore della movida. Innocente con formula piena (perché il fatto non sussiste) dall’accusa di falso in atto pubblico relativo all’utilizzo di una strumentazione musicale non dichiarata. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Annalisa De Benedictis. In aula sedeva anche il Comune di Lecce che si era costituito parte civile con l’avvocato Tiziana Bello.

La contestazione risale tra maggio e giugno 2013 quando i vigili urbani eseguirono un controllo trovando tutte le autorizzazioni in regola. Al vaglio degli investigatori finì una serata in cui sarebbe stata organizzata una festa non autorizzata con tanto di musica da discoteca e con strumentazione diversa da quella dichiarata nella concessione originaria. Da qui l’accusa di falso contestata dal pm Giovanni Gagliotta.

Dopo una lunga istruttoria dibattimentale in sede di discussione, l’avvocato Riccardo Giannuzzi ha evidenziato la correttezza di Rinaldis con una serie di prove entrando nel merito e nell’analisi dei fatti. Il legale ha rilevato come l’imputato aveva già dichiarato nel 2012 con un’apposita autocertificazione di essere in possesso nel locale di una specifica strumentazione con una determinata taratura dei volumi. Nel corso della serata in cui venne effettuato l’accertamento Rinaldis organizzò una festa invitando un dj con strumentazione propria. Il giudice ha così accolto in pieno le argomentazioni difensive.

Nel frattempo per il primo capo di imputazione di disturbo della quiete pubblica è stata fatta oblazione. Per conoscere il deposito delle motivazioni bisognerà attendere i prossimi tre mesi.

F.Oli. 

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