F.Oli.

Flavio Fasano

GALLIPOLI (Lecce) – Si chiude dopo nove lunghi anni il processo a carico dell’ex assessore provinciale e sindaco di Gallipoli Flavio Fasano  coinvolto nell’inchiesta “Galatea 2” . I giudici  di secondo grado (Presidente Riccardo Mele) hanno assolto l’imputato “perché il fatto non sussiste” per il reato di abuso di ufficio legato alla vicenda dell’assunzione del comune di Parabita. Tutti gli altri reati – rivelazione del segreto d’ufficio, falso ideologico connesso da pubblico ufficiale, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbativa d’asta – sono stati spazzati via dall’intervenuta prescrizione. Per Fasano, il sostituto procuratore generale Claudio Oliva aveva invocato una condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione (a fronte dei 3 anni e 6 mesi incassati in primo grado). Dopo la sentenza di primo grado, nei confronti di Fasano venne applicata la legge Severino e l’ex primo cittadino di Gallipoli fu così estromesso dal Consiglio comunale dove ricopriva il ruolo di capogruppo della minoranza. Ora il politico gallipolino potrà rientrare in consiglio. La scure della prescrizione ha spazzato via anche le condanne per Gino Siciliano, 73 anni ed ex amministratore della Lupiae Servizi, (condannato in primo grado a 2 anni di reclusione); l’imprenditore Giovanni La Gioia, di Trepuzzi, (1 anno e 8 mesi); Michele Patano, direttore del Cotup, (8 mesi).

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e condotta dai carabinieri del Ros di Lecce, ha fatto luce su un presunto malaffare della politica sull’asse Lecce-Gallipoli. In particolare su probabili forzature nella gestione della cartellonistica stradale, la trasformazione del vecchio istituto Nautico di Gallipoli in una struttura turistica e per l’assunzione di un dirigente al Comune di Parabita. L’ex sindaco di Gallipoli e l’allora amministratore unico della società  mista del Comune, si sarebbero adoperati affinchè l’appalto da due milioni ed 800mila euro per la rimozione dei cartelloni abusivi e la gestione dei nuovi impianti venisse assegnato proprio alla “Five”, nel frattempo consorziata con la “Cotup”.

Proprio per questa operazione sia Fasano che Siciliano il 17 maggio del 2010 finirono agli arresti domiciliari con un’ordinanza dell’allora giudice per le indagini preliminari Andrea Lisi. Contestualmente, il gip pplicò la misura dell’obbligo di dimora per il socio della “Five”, Giovanni Lagioia e il dirigente del servizio strade della Provincia, l’ingegnere Stefano Zampino. . Nella prossima udienza inizieranno le arringhe difensive degli avvocati degli imputati, i legali Giuseppe e Pasquale Corleto, Andrea Fares, Stefano De Francesco, Andrea Sambati, Viviana Labbruzzo e Luciano Ancora.

COMMENTO DI FLAVIO FASANO – “Dopo ben nove anni di un processo che non doveva nemmeno mai sorgere, finalmente è stato messo quest’oggi un punto fermo e comunque definitivo: ero e sono innocente su tutto quanto mi è stato mostruosamente contestato!
La Corte d’Appello di Lecce ha cassato per intero la sentenza del Tribunale di Lecce a conferma della giustezza di tutti i motivi d’appello eccepiti dal mio avvocato difensore Andrea Fares A del Foro di Milano che anche oggi, così come in primo grado, ha così sapientemente opposto ad accuse ingiuste, malevoli ed infondate, una puntuale e profonda valutazione dei fatti che ha comunque nel merito evidenziato la falsità delle accuse così anche la gravissima distorsione di fatti e circostanze contenute in intercettazioni prive di ogni genuinità!”.

Prosegue Fasano: “Sull’applicata prescrizione per alcuni capi, vale solo la pena di evidenziare come questa è solo il frutto di una gravissima patologia del processo che vede come unici e soli responsabili proprio gli stessi magistrati che per loro esclusiva inerzia impediscono il normale corso della verità processuale!”.

“Mi sono sempre difeso nel processo e mai dal processo” conclude Fasano “e da garantista profondo qual sono ho sempre lottato per l’affermazione del diritto alla difesa e contro invece quella che ho pure subito di persecuzione ed accanimento che ha rasentato la follia!
Un grazie ai tantissimi che hanno sempre avuto fiducia in me ed hanno sofferto con me questa lunghissima ingiustizia dalla quale oggi vengo assolto ed in particolare tutti i componenti dell’Associazione “Gallipoli Futura”.

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