Il film diretto ed interpretato da Alessandro Gassmann, alla sua terza regia dopo “Razzabastarda” e “Torn Strappati”, è uscito nelle sale cinematografiche il 6 dicembre 2017. Si tratta di una commedia on the road in cui la storia verte su una famiglia un po’ troppo speciale ed un po’ troppo anomala, anche se alla fine dei conti come ha affermato lo stesso regista, tutte le famiglie hanno le loro stranezze ma anche le loro virtù. Gassmann ha precisato che sebbene ci siano spunti autobiografici la storia non è quella della sua famiglia, pur essendoci elementi di somiglianza con la vita dell’illustre genitore, uomo di spessore, di prestigio, figura importante che talvolta stressato dalla famiglia, minacciava di andare in giro per il mondo a ritirare i molteplici premi, sapendo di vivere libero, viaggiare e mangiare senza spese per almeno tre anni, da questi ricordi è nata l’idea del film.

Il protagonista de “Il Premio”, Giovanni Passamonte, interpretato da Gigi Proietti è un famoso scrittore di best seller, di fama internazionale che andando lontano con il corpo e la mente ha seguito un suo percorso di vita avendo tante mogli, tanti figli, una carriera esaltante e piena di soddisfazioni, sfruttando il suo incredibile talento, che lo ha appagato a lungo rendendolo però un uomo cinico, egoista ed egocentrico. Soltanto nell’occasione di un lungo viaggio in auto, per andare a ritirare a Stoccolma il tanto ambito premio Nobel, accompagnato dal suo inseparabile assistente Rinaldo (Rocco Papaleo) e da due dei propri figli, Oreste (Alessandro Gassmann), ex olimpionico di lotta greco romana, noto a tutti per essere stato atterrato in tre secondi dal suo avversario, attualmente personal trainer e Lucrezia (Anna Foglietta) blogger di successo, Giovanni avrà l’occasione di recuperare il rapporto con loro e di capire ciò che conta veramente. Infatti in un monologo dirà “geni o no, quel che conta è il gioco di squadra”.

Lo stesso regista a proposito del protagonista afferma che si tratta di un solista che comprende l’importanza di suonare con una orchestra anche se meno dotata di lui perché il risultato finale è comunque migliore. Per Alessandro Gassmann il vero premio è stato lavorare e dirigere il maestro Gigi Proietti che conosce da una vita, che ha sempre visto come figura paterna e che offre una performance strabiliante, inedita, innovativa, intimista, fungendo da fulcro centrale, consendo agli altri attori di entrare in gioco. La sceneggiatura scritta dallo stesso Gassmann insieme a Massimiliano Bruno e Valter Lupo affronta le dinamiche familiari ed i rapporti padre e figli, con battute molto divertenti, dialoghi intensi e scene alquanto bizzarre che garantiscono la godibilità della pellicola. Per gli amanti della commedia made in Italy, per i fan di Proietti, colosso del cinema e del teatro italiano e di Alessandro Gassmann, artista di talento e completo che ormai da diversi anni ha dimostrato di essere degno erede di suo padre, il film è da non perdere.

 

Francesco Stomeo

 

 

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