Cosa potrebbe succedere se, una sera d’inverno, Babbo Natale tutto trafelato e infreddolito si trovasse davanti una figura indefinibile, imbacuccata dalla testa ai piedi, che all’improvviso gli sbarra il passo? A ben pensarci però non si tratta di una qualsiasi sera d’inverno, è l’antivigilia di Natale, e quella figura non è poi tanto estranea come poteva sembrare a prima vita. Catena Fiorello torna in libreria con la fiaba natalizia Un amore fra le stelle, Baldini&Castoldi Editore, per raccontarci la storia mai scritta dell’amore tra Babbo Natale e la Befana, impreziosita dalle tavole illustrate di Maria Cristina Costa.

«Il mio personaggio preferito è stata da sempre la Befana, non mi piacevano né le principesse né le fatine – ci racconta Catena Fiorello – Per me è sempre stata un’icona di simpatia, non mi faceva paura, al contrario, pensavo che nella calza tenesse delle cose buone non carbone. Per cui dall’infanzia mi son portata dietro questa simpatia e da anni pensavo di dedicarle un libro, a quel punto ho pensato di darle anche una compagnia e così è nata la fiaba».

Una fiaba rivolta agli adulti nel suo specifico ma che va bene anche per i bambini e i ragazzi, che i genitori potrebbero leggere ai loro figli per i tanti temi su cui si sofferma: amicizia, solitudine, amore. «Ho usato volutamente un linguaggio semplice con cui parlo di temi importanti anche se chi cerca messaggi e consigli non ne trova, piuttosto cerco di incoraggiare a trarre delle conclusioni attraverso le proprie esperienze di vita. Con la fiaba voglio stimolare il lettore a riflettere su un tema importante e cioè che le persone, anche quando ci sembrano lontane, sono sempre più vicine di quello che pensiamo basta solo predisporci nella giusta maniera e con uno stato d’animo di apertura; quali personaggi più lontani di Babbo e Befana eppure…»

Una Befana che, nella fiaba, ci sorprende per la sua verve «Io dico che è proprio una bellissima icona di femminilità. La Befana è antesignana di tutte le femministe della storia perché è femminista nel senso più nobile della parola ovvero difende la sua indipendenza ma nello stesso tempo riesce a fare tutto ciò che fa un uomo, va in giro di notte da sola, non si appoggia a nessuno per fare le sue cose. È una donna che ha molto rispetto di sé stessa e, nello stesso tempo, riesce ad essere interessante, affascinante, misteriosa. Piace a tutti senza avere i canoni estetici che da secoli vengono richiesti ad una donna come truccarsi, vestirsi in un certo modo, essere ammiccante e provocante ma, nonostante ciò, non passa certo inosservata».

Babbo Natale non può che rimanere affascinato da una Befana così «Elisabetta Sgarbi ha tratto alcune frasi dal romanzo che raccontano in breve la storia della fiaba, dice questo “Da soli possiamo fare molto ma in due è tutta un’altra cosa” ed è vero io sono d’accordo. La Befana può fare molto da sola ma insieme a Babbo faranno cose importantissime compreso un viaggio sulla scopa alla scoperta delle bellezze dell’Italia».

Un viaggio indimenticabile, un susseguirsi di paesaggi diversi durante la quale sorvoleranno la Puglia, faranno sosta a Trani, ammireranno dall’alto l’incanto del golfo di Taranto e poi ancora più a sud in Sicilia punteranno su Priolo, Augusta e Marina di Melilli per poi tornare su fino a sfiorare le guglie del duomo di Milano, proseguendo infine verso il candore delle Alpi. ‘Ti ringrazio per avermi portato così in alto, perché da qui la verità non può essere coperta con nessun lenzuolo di omertà’ dice Babbo Natale alla Befana perché, insieme a tutte queste incredibili meraviglie, dall’alto si possono vedere anche le ferite,  tutto lo scempio che l’uomo ha inferto alla natura, che grida vendetta e soprattutto la dignità per le persone che vivono in quei luoghi e che soffrono. «Mi piaceva che nella fiaba ci fosse qualcosa che appartiene alla realtà in cui viviamo. Ho dato il compito a due personaggi così soavi e piacevoli della nostra infanzia il pesante compito di parlarci anche di una realtà che non sempre ci piace, per spiegare anche con un po’ di leggerezza temi così pesanti. Addirittura la Befana scrive una lettera a Papa Francesco facendogli una richiesta che le sta molto a cuore».

E al ritorno ci sarà ancora una bellissima sorpresa ad attenderli, un batuffolo di peli scuri con due ciuffetti bianchi sopra gli occhi, il piccolo Pepé.

Ma, in una ipotetica letterina di natale, le chiedo, cosa chiederebbe Catena Fiorello? «Alla befana chiederei più attenzione per tutti quei posti che sono stati deturpati dall’azione dell’uomo e facciamo finta di non voler vedere. Ma, se continua così, il futuro sarà sempre più pericoloso. Da una parte diamo soldi per la ricerca sul cancro e dall’altra parte manteniamo in salute fabbriche che portano morte. Cara befana, scriverei, per favore vai a bussare alla porta dei politici, quelli che hanno più potere, ricorda loro che l’inquinamento è ancora una realtà troppo viva in Italia e bisogna che ognuno di noi se ne faccia carico». Marcella Negro

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