IVREA/ LECCE – La “rivolta” degli operatori call-center si estende a macchia d’olio. E dopo lo sciopero indetto dai lavoratori a Lecce, arriva la solidarietà dei colleghi di Ivrea, Rende e Torino.

“Quando il padrone è lo stesso i trattamenti sono uguali per tutti i lavoratori. In tutte le sedi Comdata, ormai da anni, la flessibilità esasperata ha reso i lavoratori precari nella propria vita, della quale non possono minimamente gestire i tempi; la pressione dei carichi di lavoro ha determinato pesanti livelli di stress e drammatiche ricadute sulla salute psico-fisica dei lavoratori che troppo spesso decidono di ridurre le ore lavorative e la relativa retribuzione, pur di riconquistare tempo di vita e salute.

Da anni denunciamo questo sistema di gestione del lavoro. Da anni denunciamo questo sistema neo-schiavista sia ai tavoli sindacali nazionali che locali, nonché sui giornali.

In ultima battuta proprio alla “Commissione Lavoro” della città di Torino dove l’intervento del nostro sindacato si è concentrato proprio su questi temi.

Testo citato comunicato del 27/11/2017:

“I temi sollevati dall’ Organizzazione Cobas sono:

– L’esercizio sistematico di pressioni all’esodo tramite colloqui al limite della intimidazione nei confronti del personale con contratti dalle fasce orarie definite o con maggiore anzianità aziendale e relativi maggiori scatti di retribuzione, elementi che rendono questi lavoratori rispettivamente meno flessibili e più costosi rispetto a nuovi assunti.

– Continua richiesta di disponibilità a ridurre il proprio orario lavorativo e di conseguenza il proprio salario in cambio della concessione di turni con orari agevolati, in una inaccettabile logica di baratto tra qualità di vita e retribuzione.

– Eccessivo ricorso alla tipologia contrattuale Part Time come unica forma di assunzione e sua esasperata flessibilizzazione che contrasta con le disposizioni di legge in materia.”

Apprendiamo con piacere che i colleghi di Lecce, stanchi dell’immobilismo sindacale, hanno spinto la compagine confederale ad indire uno sciopero a goccia dal 4 al 10 dicembre. Ogni giorno per una settimana.

L’obiettivo è quello di riaprire un tavolo aziendale atto a trovare delle soluzioni per ridurre la flessibilità richiesta dall’azienda nel corso degli anni, che non è più sostenibile, poiché inconciliabile con la vita privata dei lavoratori stessi.

Noi Cobas siamo fermamente convinti che queste istanze sono giuste e condivisibili su tutto il territorio nazionale. Siamo determinati a rivendicare limiti sotto i quali non si deve scendere.

La loro lotta è la nostra lotta: il 7 dicembre tutti i lavoratori e le lavoratrici Comdata Group Italia sciopereranno di un’ora in uscita dal turno”

(comunicato stampa)

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