F.Oli.

GALATONE (Lecce) – Cinquecento euro o piazzo una bomba nel deposito. Nuovi guai con la giustizia per il sorvegliato speciale Alessandro Loiola accusato di tentata estorsione. Nei giorni scorsi al 42enne di Galatone è stato notificato un avviso di chiusura delle indagini a firma del pubblico ministero Valeria Farina Valaori. L’episodio finito all’attenzione dei carabinieri della locale stazione risale all’11 ottobre scorso. Secondo quanto ricostruito dai militari, Loiola avrebbe avvicinato il dipendente di una ditta edile del posto per riferirgli che il suo datore di lavoro gli avrebbe dovuto corrispondere 500 euro per non far saltare in aria il suo deposito. Alla base della richiesta estorsiva ci sarebbe un retroscena tanto bizzarro quanto singolare.

In quei giorni Loiola stava provvedendo ad eseguire alcuni lavori di manutenzione in casa e il muratore chiamato per eseguire le maestranze si sarebbe recato presso la ditta in questione per acquistare del materiale. Il dipendente si sarebbe fatto pagare provocando l’ira di Loiola che avrebbe così minacciato di far saltare in aria il deposito del negoziante. La richiesta estorsiva venne denunciata ai carabinieri. I militari hanno così raccolto le dichiarazioni del dipendente e del datore di lavoro inoltrando così un’informativa in procura Loiola è un soggetto noto e aduso, stando ai suoi precedenti penali, in richieste estorsive.

Negli anni scorsi, il 42enne avrebbe costretto il dipendente di una ditta che gestiva slot-machine a consegnare 1300 euro mentre ritirava gli incassi dei videogiochi dei vari esercizi commerciali. Per quell’episodio Loiola era stato condannato e arrestato per poi tornare in libertà. Ma, stando agli ultimi risvolti investigativi, il 42enne non avrebbe perso il vizietto delle estorsioni. Nei prossimi 20 giorni, assistito dall’avvocato Roberto De Mitri Aymone, l’indagato potrà chiedere di essere interrogato o produrre memorie difensive.

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