di Gaetano Gorgoni

MELENDUGNO – “Il ministro non è informato sul vero spessore del gasdotto: lo sfidiamo pubblicamente – annuncia Alfredo Fasiello, infaticabile No Tap – Risponda alle nostre domande. Un’intera comunità, pacificamente si ribella al Tap. Non siamo terroristi, ma gente normale che non vuole farsi mettere i piedi in testa”. Circa duemila partecipanti hanno affollato le vie del paese salentino dove si fanno i lavori per l’approdo del gasdotto: tutti muniti di palloncini, megafoni, striscioni e tanta grinta. Intere famiglie, bambini, giovani e vecchi hanno detto no alla ‘militarizzazione’ del territorio dopo l’ordinanza prefettizia emessa nella notte tra il 12 e il 13 novembre scorso che prevede l’impossibilità per chiunque non sia autorizzato di avvicinarsi all’area del cantiere che è circondata da un cordone di sicurezza delle forze dell’ordine. Le attività commerciali di Melendugno e dei Comuni limitrofi sono chiuse e i commercianti hanno affisso una specie di manifesto funereo con su scritto: “Chiudo per dignità”, oppure “Questa attività rimarrà chiusa per aderire alla manifestazione ‘No Tap'”. “C’è una partecipazione del cento per cento tra chi gestisce attività commerciali – spiega un commerciante in corteo – Il gasdotto sarà un danno enorme per il turismo. Rinunciamo a un giorno di lavoro nel periodo natalizio per far capire che con un tubo di quella grandezza siamo tutti a rischio”.

All’iniziativa hanno aderito spontaneamente anche molti studi professionali. Il corteo è arrivato nella piazza principale del paese prende la parola il sindaco, Marco Potì, e il responsabile ‘No Tap’, Gianluca Maggiore. Anche in alcuni paesi limitrofi sono rimaste chiuse le attività commerciali. Per un’intera giornata la comunità di Melendugno fa sentire la sua voce: dopo mezzogiorno, corteo anche sul lungomare di San Foca. Camioncini, ape, trattore e persino gente con le stampelle in fila a cantare i cori No Tap. Ci sono anche o residenti che stanno depositando un esposto denuncia in procura contro il “passaggio  del tubo”, che sarebbe troppo vicino alle case “al contrario di quello che dice Tap”.

 

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