di Gaetano Gorgoni

LECCE – Nella corsa al Parlamento, quando l’appuntamento di marzo è sempre più vicino, una cosa è certa: il dominio assoluto dei sondaggi. Non si verrebbe a capo altrimenti. Tutti avanzano una richiesta, anche i movimenti interni a Forza Italia: persino Massimo Cassano avrebbe chiesto uno spazio nel Salento, per valorizzare il gruppo di Luigi Mazzei. Ma i conti non tornano. C’è Luigi Vitali che ha avvisato tutti gli alleati, anche per quanto riguarda i collegi uninominali: lui si prende quello senatoriale Lecce – Francavilla e poi deve trovare un posto sicuro a Paolo PagliaroGiancarlo Mazzotta e, possibilmente, anche a qualcuna delle donne i campo (se non ci saranno delle big catapultate dall’alto all’ultimo minuto): Federica De Benedetto, Filomena D’Antini Solero e Paola Mita. Però, poi, c’è l’ennesimo problema interno: anche Rocco Palese vuole un collegio (quello del sud Leccese: per questo si gioca tutte le sue carte con l’amico Brunetta). Il guaio è che nel Leccese, come in ogni provincia, è lo stesso Vitali a spiegare che, tra Senato e tre collegi della Camera, i forzisti non possono avanzare richieste per più di due postazioni uninominali.

Ma i conti non tornano nemmeno così. Sì, perché la Lega vuole il suo collegio uninominale (Andrea Caroppo nel terzo collegio camerale del sud, oppure Marti nel senatoriale leccese: i due si sono comunque assicurati l’elezione nel listino). Poi, bisogna mettere in conto un collegio per Fratelli d’Italia (Saverio Congedo vorrebbe quello leccese per il Senato). E non finisce qui, perché la quarta gamba deve accontentare i fittiani e i centristi dell’Udc, che in Puglia vorrebbero fare la voce da leone. “Bisogna vedere cosa valgono loro qui – spiega Salvatore Ruggeri, neoassessore regionale della giunta Emiliano, ma sempre massimo esponente pugliese dello scudocrociato – Lega e Forza Italia non valgono quanto valiamo noi in Puglia, così come noi non valiamo quanto loro al nord. In Puglia, Sicilia e Campania bisogna fare un altro discorso. Se la Lega prende un collegio uninominale qui, anche noi lo prendiamo in Veneto? Allora sì. Bisogna vedere i sondaggi regionali prima di avanzare richieste”.

Ecco il punto. In molti vogliono giocarsi i sondaggi fatti in casa per fare dei distiguo con quelli nazionali, dove dominano forzisti e leghisti. “Niente chiacchiere: i sondaggi a casa non servono a nulla – spiega un esponente forzista – Berlusconi decide i collegi sulla base dei suoi rapporti. Tra gli alleati c’è già una decisione. A Fitto non toccheranno più di 3-4 collegi in tutta la Puglia”. C’è da sciogliere il nodo leccese, dunque, ma anche quello delle proporzioni sui collegi. A Lecce, però, restano comunque in troppi: Fitto non si candiderà mai nel collegio ostile, dove c’è anche la sua Maglie (troppi comuni nelle mani del centrosinistra), e punta a Lecce, dove però ci sarebbe il suo compagno di partito Paolo Perrone. Ma i forzisti non molleranno quel collegio: la partita è complicatissima. Mentre è sicuro che l’Udc si accontenterebbe del collegio dove rientra anche Otranto e dove ha buone chance Cariddi. 

Si dice che la quarta gamba abbia la possibilità di un massimo di 22 collegi in tutta Italia: 8 dovrebbero andare all’Udc, ma ci sono da sistemare i big di Noi con l’Italia (un collegio ai seguenti personaggi: Tosi, Costa, Lupi, che prenderebbe tre collegi, Zanetti, Quagliariello, Romano, anche quest’ultimo con 3 collegi e Mastella). Per arrotondamento, dando 7 collegi a Fitto in tutta Italia, quest’ultimo dovrebbe garantire il suo seguace in Basilicata, quello in Sardegna, in Liguria e Molise, per non perdere la squadra. Dunque, ai fittiani pugliesi resterebbero solo 3 collegi, con troppi uscenti da garantire tra Bari, Brindisi e Lecce. Tra l’altro, circolano insistentemente voci di una possibile candidatura di un ex compagno di partito a sinistra, con Emiliano, proprio nel collegio leccese: Alessandro Delli Noci, che con Andare Oltre ha una posizione trasversale (prende voti anche a destra). Una candidatura che disturberebbe il candidato della coalizione di centrodestra. Poi, c’è il problema della donne: le big saranno calate dall’alto? Comunque, sicuramente la quarta gamba cercherà di esibire i sondaggi pugliesi per ottenere di più: i giochi sono aperti, ma Forza Italia e Lega non sono intenzionati a concedere nulla. Troppe incertezze e tante illusioni destinate a far piangere molti pretendenti.

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