Il Salento, da anni, offre le sue splendide location per film e fiction Tv, il Corriere Salentino vi propone una rassegna di film selezionati da Francesco Stomeo, il cui comune denominatore è proprio la nostra terra che con i suoi colori, la sua luce, la sua antica “pizzica”, le sue bellezze paesaggistiche ed artistiche, funge da sfondo e da cornice, a storie in cui vengono ritratti gli aspetti più profondi e talvolta crudi della nostra cultura e le dinamiche familiari e sociali della nostra realtà.

 

LIBERATE I PESCI

E’ un film del 2000, genere commedia, scritto e diretto da Cristina Comencini, ambientato a Lecce e dintorni. Si tratta della storia di due famiglie, una aristocratica, ferreamente onesta, amante del melodramma, l’altra con a capo il patriarca, Michele Verrio, (Michele Placido) boss mafioso, nonché amante di Lunetta (Lunetta Savino), impresario teatrale che sta curando l’allestimento della prima dell’Aida evento molto atteso in città, con cui inizia il film. Sergio (Francesco Paolantoni) è il fratello di Lunetta, un giornalista che scrivendo un articolo di denuncia sulla mafia locale ha rischiato di perdere la vita, infatti gli uomini di Verrio gli hanno fatto esplodere l’automobile, costringendolo ad allontanarsi dalla città.

L’uomo è il padre di Sabina (Eleonora Sergio), primo marito di Mara (Laura Morante) che separatasi da lui sposa Emilio (Emilio Solfrizzi), uomo onesto e affidabile che si è preso cura di Sabina non facendole mancare nulla, essendo anche figura più presente del padre naturale, tuttavia Emilio è vittima del cognato Verrio a cui è costretto a pagare il pizzo in quanto proprietario di un autosalone, dandogli automobili. Verrio ha un figlio, Giovanni (Marco Morandi) che ha studiato in America dove la stessa Sabina, ha studiato violino, quindi in maniera del tutto casuale il destino dei due giovani si è incrocerà, inevitabilmente si innamoreranno, aspetteranno un bambino e torneranno a casa per sposarsi, a questo punto anche le loro famiglie saranno costrette a legarsi con risvolti tragicomici. Le due famiglie ovviamente, entreranno in crisi profonda e avranno seri dubbi riguardo questa unione, soprattutto perché la famiglia è tutto, a maggior ragione nel contesto della società meridionale, sembrerà di assistere alla storia di Romeo e Giulietta in chiave moderna.

Infatti saranno proprio i crudelissimi “Siamesi” fratelli gemelli, sicari fidati del boss Michele, ad esporre un singolare concetto, secondo il quale per colpa della scuola, delle discoteche, i figli dei criminali si incontrano e si conoscono con i figli degli onesti, e magari s’ innamorano e si contaminano, divenendo, onesti essi stessi. Per contro Sergio trova inaccettabile il fatto che sua figlia aspetti un bambino e debba sposarsi proprio con il figlio di “Al Capone”. Verrio in seguito ad serio malore si redime, diventa buono e fa liberare i pesci del suo acquario, metafora della famiglia, della città, della nostra Italia dove è facile soprattutto in ambienti piccoli, come un acquario stringere rapporti di ogni tipo. In questo film la regista oltre a scegliere una location salentina ha voluto la presenza di un cast prevalentemente pugliese con gli splendidi Michele Placido, Lunetta Savino, Emilio Solfrizzi, e la salentina Eleonora Sergio. Film di nicchia, esprime nei minimi dettagli, attraverso la metafora dei pesci intrappolati nell’acquario le dinamiche della nostra società alla cui base c’è la famiglia, che ci costringe a non sentirsi liberi restando, spesso invischiati in rapporti sgraditi ed incompatibili.

 

Francesco stomeo

 

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