di Francesco Oliva

TAURISANO (Lecce) – Il fascicolo di una vecchia lupara bianca torna ad essere di stringente attualità. Riaffiora dagli abissi del tempo grazie a rivelazioni ritenute attendibili. L’omicidio è quello di Antonio Carangelo, un giovane di Taurisano scomparso a 28 anni il pomeriggio del 4 dicembre del 1994. Il suo corpo non è mai stato ritrovato sepolto in chissà quale cimitero della criminalità. Martedì, però, qualcosa si è mosso. Si è tornati a scavare per cercare il cadavere. Il corpo del giovane non è stato trovato ma le ultime indicazioni acquisite dagli investigatori hanno convinto gli agenti del Commissariato di Taurisano, diretti dal vice questore aggiunto Salvatore Federico, a riaprire il caso, ad informare la Procura e a tenere alta la guardia su un fascicolo impolverato e ingiallito dal tempo. E’ stato un parente stretto della vittima a presentarsi in Commissariato. L’uomo ha riferito di essere in possesso di elementi utili che avrebbero consentito di ritrovare il cadavere. Ha così accompagnato i poliziotti in una campagna tra Taurisano e Ugento, negli anni ’90 un fondo in possesso della criminalità locale.

E’ stata chiesta l’autorizzazione al pubblico ministero Valeria Farina Valaori per avviare gli scavi. Le ricerche, però, hanno dato esito negativo. Le attenzioni dei poliziotti si sono soffermate su una vecchia Fiat Panda ridotta ad un rottame con una croce posizionata sulla carrozzeria. Proprio come una tomba. All’interno dell’abitacolo sono stati trovati alcuni ritagli di giornali finiti sotto sequestro così come la macchina su cui, prevedibilmente, verranno effettuati accertamenti tecnici. la scomparsa di Carangelo, come detto, risale a oltre 23 anni fa nelle campagne di Taurisano.

La ricostruzione dell’omicidio è stata fornita dall’allora collaboratore di giustizia Michele Scarcella fino al 1995 ritenuto a capo di un clan. Il pentito raccontò che l’uccisione di Carangelo era era stata programmata da Lucio Cera per il mancato pagamento di alcune forniture di droga. Il cadavere del giovane venne poi interrato in un punto che nessun collaboratore ha saputo bene indicare. Non è escluso che il cadavere sia stato spostato. Per l’omicidio del giovane sotto processo erano finite tre persone di Taurisano poi assolte tirate in ballo dai pentiti delle cosche del sud Salento che, evidentemente, non convinsero i giudici.

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