Foto repertorio

LECCE – Procede, seppur a rilento, l’udienza preliminare a carico dei nove imputati coinvolti nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti, raccomandazioni, assunzioni in odor di Scu, regali a Natale per svariate decine di migliaia di euro e un vorticoso giro di soldi all’ombra dell’Ato Le/2. In giornata davanti al gup Vincenzo Brancato, l’avvocato Riccardo Giannuzzi ha depositato istanza di abbreviato per Luana Greco, 46 anni, di Tricase, responsabile tecnica dell’Ato Le/2 accusata di falso. Il processo verrà discusso il prossimo 22 marzo. La donna, è bene ricordarlo, ha avuto un ruolo marginale in tutta la vicenda e non è stata lambita dalle accuse più gravi.

Per tutti gli altri imputati, invece, l’udienza preliminare proseguirà l’8 febbraio e si concluderà a marzo. Una doppia udienza, dunque, per far fronte a tutte le eccezioni preliminari che verranno formulate. Sul banco degli imputati rischiano di finire Silvano Macculi, 50 anni, di Botrugno, presidente dell’Ato Le/2; il dirigente di Palazzo Carafa del settore Ambiente, Fernando Bonocuore, 52 anni, di Lecce, nel ruolo di responsabile unico del procedimento delle gare d’appalto dell’Aro4 (Ambiti di raccolta ottimale) e dell’Aro6 dell’Ato Le/2; Anna Maria Bonocuore, 41, di Lecce; Valerio Contaldo, 60 anni, di Galatina, sindacalista; Giorgio Rausa, 64 anni, di Poggiardo, funzionario della Provincia; Giovanni Biasco, 60 anni, di Botrugno; Riccardo Bandello, 46 anni, di Otranto; Emanuele Borgia, 52, di Maglie, Dec dell’Ato Le2;

Le accuse, a vario titolo, ipotizzate sono di tentata e consumata concussione, estorsione e falso. Le attenzioni del carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce si sono soffermate sulla gara d’appalto del 16 ottobre del 2007 per l’assegnazione della raccolta dei rifiuti per le Aro 4 e 6. Macculi si sarebbe fatto consegnare circa un milione di euro prima della gara dalla ditta Lombardi Ecologica e dalla Cns Supernova Società Cooperativa riunite in Ati e da Gianluigi Rosafio.

Le carte dell’inchiesta avrebbero svelato i passaggi anomali delle somme di denaro: 335mila euro a carico di Gianluigi Rosafio che, a suo volta, avrebbe girato 300mila euro alla Lombardi Ecologica per l’ulteriore consegna a Macculi in più tranche tra il 2009 e il 2012; 35mila euro consegnate dalla coniuge di Rosafio, tra dicembre 2010 e gennaio 2011. Per le carte dell’inchiesta, poi, Macculi avrebbe costretto Rosafio ad affidare ad una cooperativa a lui riconducibile la manutenzione del verde pubblico e a versare per il contratto 300mila euro.

Sempre il Presidente dell’Ato Le/2, insieme a Biasco e Bandello, avrebbero costretto Rosafio e la moglie ad assumere nella propria azienda 23 persone da loro “suggerite” sotto la minaccia di ritorsioni consistite nell’applicazione di penali arbitrarie sul canone per la gestione del servizio e ritardi nei pagamenti. Bonocuore, invece, avrebbe invece preteso 10mila euro per sbloccare un pagamento e di aver favorito insieme a Macculi l’affidamento alla società Bit (quella ritenuta a lui riconducibile) nell’affidamento di subappalto che le avrebbe garantito entrate annue di poco meno di 160mila euro per nove anni.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Salvatore Corrado, Luigi Corvaglia, Luigi Covella, Viviana Labbruzzo, Alessandro DistanteGiuseppe e Michele Bonsegna, Riccardo Giannuzzi e Alessandro Distante. Come parti civili compaiono Gianluigi Rosafio, e la moglie Tiziana Scarlino, assistiti dagli avvocati Paolo Pepe e Federica Sambati; Silvano Calogiuri ex Presidente della cooperativa Supernova, difeso dall’avvocato Giovanni Castoro; Antonio Roberto Greco rappresentato dall’avvocato Paola Scialpi.

F.Oli. 

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