Puntuali come le feste natalizie e quelle di fine anno i quotidiani economici Il Sole24Ore ed Italia Oggi hanno pubblicato alla fine del mese di novembre scorso le graduatorie delle 110 Province italiane mediante le quali si può avere conoscenza dello stato in cui si trova la Qualità della vita dei territori provinciali determinato utilizzando, il Sole24Ore, 42 indicatori suddivisi in sei macro-settori e, Italia Oggi, 100 indicatori ripartiti fra nove macro-settori. Il notevole numero di indicatori consente di valutare la situazione territoriale non solo a livello globale ma anche con riferimento ai settori di cui  misurano la consistenza determinata dall’insieme degli indicatori che li compongono, I valori indicati nelle diverse graduatorie hanno il pregio di fotografare oggettivamente sia lo status che caratterizza i singoli territori  ma anche quello di permettere confronti fra territori diversi e, quindi, la sussistenza di eventuali differenze che rappresentano la distanza esistente fra gli stessi. Con riferimento a ciò, al fine di consentire la conoscenza di questa tematica a tutti coloro che ne sono interessati, si è ritenuto utile predisporre questa nota. Va precisato, innanzi tutto, che la posizione occupata da ciascuna Provincia nelle due diverse graduatorie finali dipende naturalmente dall’impatto che hanno sia il numero totale degli indicatori che la loro suddivisione fra i macro-settori. A tale proposito, si osserva che, per quanto riguarda la Provincia di Lecce, le due graduatorie parrebbero essere fra loro in contraddizione perchè, per il Sole24Ore, essa si posiziona al 104esimo posto (quarta fra le sei Province pugliesi) su 110 Province mentre, per Italia Oggi, essa è posizionata all’86esimo posto (quarta su sei Province pugliesi) su 110 Province. Per valutare   la significatività di tale differenza, bisogna analizzare la composizione data dai due quotidiani ai macro-settori ed il numero di indicatori inseriti in ognuno di questi. Ebbene, gli indicatori del Sole 24Ore evidenziano che in cinque dei sei macro-settori la Provincia di Lecce si posiziona nell’ultimo  quartile -le ultime 27 Province che, sul totale di 110, sono quelle che occupano, a seconda della tipologia dell’indicatore, dalla 73esima all’ultima posizione o dalla prima alla 27esima posizione- cioè quello che considera la situazione classificata come “insufficiente” fra le quattro utilizzate per collocare la Provincia interessata (buona, accettabile, scarsa, insufficiente) mentre, considerando gli indicatori di Italia Oggi, per la Provincia di Lecce, per tre macro-settori su nove risulta “insufficiente” e per  quattro macro-settore risulta “scarsa”. Le graduatorie posizionano la Provincia di Lecce nel quartile “insufficiente” relativamente ai macro-settori ricchezza e consumi, lavoro ed innovazione, cultura e tempo libero -il Sole24Ore- ed ai macro-settori affari e lavoro, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e turismo, -Italia Oggi. Come appare evidente da  tale osservazione, si tratta di valori che descrivono la precarietà e l’inadeguatezza della situazione economico-sociale del territorio brindisino rispetto al contesto generale delle Province italiane. Se poi si considera il totale degli indicatori utilizzati per determinare le due graduatorie, si evidenzia che, con riferimento ai 42 indicati dal Sole24Ore, quelli posizionati nel quartile “insufficiente” sono  pari a 24 mentre, considerando i 100 indicatori di Italia Oggi, quelli “insufficienti” sono pari a 48.  Una nota particolare meritano gli indicatori riferiti all’economia dei territori. Fra questi, considerando le graduatorie degli indicatori del Sole24Ore, si evidenziano: il PIL pro-capite che, per la Provincia di Lecce, è pari ad euro 14.300 -100esimo posto- contro euro 16.900 dell’ultima Provincia del Centro-Nord Italia (Rieti), il tasso di occupazione pari al 43.7% -91esimo posto- contro il 49.2% dell’ultima Provincia del Centro-Nord (Frosinone), la quota dell’export sul PIL pari al 4.5% -94esimo posto- contro il 19.5% della Provincia di Teramo avente una struttura economica simile a quella leccese, il tasso di disoccupazione giovani 15-29 anni che è pari al 43.4% -95esimo posto- di gran lunga inferiore a quello dell’ultima Provincia del Centro-Nord che è pari al 36.3% (Frosinone), la spesa sociale pro-capite che risulta pari ad euro 19.700 -91esimo posto. Per quanto concerne le graduatorie degli indicatori di Italia Oggi, si evidenzia che: il valore aggiunto pro-capite è pari ad euro 14.203 -97esimo posto- contro euro 16.770 dell’ultima Provincia del Centro-Nord (Rieti),  i depositi bancari pro-capite risultano pari ad euro 6.787 -93esimo posto- contro euro 7.512 dell’ultima Provincia del Centro-Nord (Rieti), la spesa media mensile per consumi pro-capite è pari ad euro 877,59 -83esima- contro euro 915,19 della Provincia di Fermo, ultima fra le Province del Centro-Nord, il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni è pari al 49.99% -90esimo posto- peggiore posizione all’ultima Provincia del Centro-Nord che è Terni alle prese con una pesantissima crisi economica con un tasso del 49.10%, il tasso di disoccupazione che è pari al 23.08% -103esimo posto- di gran lunga inferiore all’ultima Provincia del Centro-Nord  che è Frosinone con il 16.80%. Il quadro economico-sociale che può trarsi da quanto qui esposto appare desolante e, purtroppo, non è di natura contingente ma riflette una situazione che si è precarizzata sempre più nel corso di questi anni; necessita di un deciso cambio di passo che coinvolga attori economico-sociali pubblici e privati capaci di costruire un credibile e condiviso Piano strategico di sviluppo di area vasta caratterizzato da sostenibilità economica ed ambientale. Fra le principali componenti del Piano andrebbero considerati quali suoi pilastri i settori economici che hanno un considerevole rilievo nel sistema economico-sociale provinciale leccese; ci si riferisce ai settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del sistema turistico-culturale. Il sostegno finanziario pubblico necessario a svolgere un’azione proattiva è già disponibile: si tratta delle risorse comunitarie assegnate ai 6 Gruppi di Azione Locale (GAL) presenti sul territorio leccese che, nell’ambito della programmazione dei fondi comunitari FEASR -programma Leader, sono pari a ml 39,195. Tali risorse vanno utilizzate al meglio raccordando ed omogeneizzando le azioni e le iniziative previsti nei singoli programmi finanziati. Potrebbero costituire il primo tassello del Piano strategico.

 

Umberto Fanuzzi         -analista economico-finanziario-

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