CORIGLIANO D’OTRANTO (Lecce) – Si chiude con una lieve condanna il processo a carico di un imprenditore agricolo accusato di aver compilato falsi contratti d’affitto per intascare contributi statali per circa 20mila euro. Il gup Antonia Martalò, nel giudizio abbreviato, ha inflitto 1 anno e 4 mesi di reclusione (concedendo la sospensione della pena e la non menzione) nei confronti di C.P., 43enne di Corigliano d’Otranto. Il giudice non si è discostato dalla richiesta invocata dal pubblico ministero di udienza. L’imputato rispondeva di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico commesso da privato.

Gli accertamenti, coordinati dal pubblico ministero Paola Guglielmi, sono scattati dopo una segnalazione della Direzione provinciale dell’Agenzia per le erogazioni dell’agricoltura (Agea) che ha rilevato una serie di domande in odor di truffa. L’imprenditore, con un sistema tanto complesso quanto efficace, avrebbe falsamente dichiarato l’esistenza di contratti d’affitto di fondi rustici con il proprietario in una zona di campagna di Corigliano. Nell’avviso si fa riferimento a due contratti: il primo di durata da ottobre a fine dicembre del 2013; il secondo con validità pluriannuale.

Attraverso questa documentazione posticcia l’imprenditore avrebbe inoltrato all’Agea domanda di aiuto in cui sarebbe stata “gonfiata” l’estensione della superficie coltivata ottenendo così contributi alterati per circa 20mila euro complessivi (5mila e 700 euro per il 2013; 5mila e 400 euro per il 2014; 7mila e 800 euro per il 2015 e 3mila per il 2016).

L’imputato era assistito dagli avvocati Maria Luisa Greco e Angela Rizzo. Subito dopo il deposito delle motivazioni, la difesa potrà appellare la sentenza di condanna.

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