F.Oli. 

TREPUZZI (Lecce) – Si chiude con una sentenza di proscioglimento la lunga e torbida vicenda giudiziaria dei sette ragazzini (cinque minorenni e due maggiorenni) coinvolti in un giro di condivisioni e divulgazioni di video hard con un’amica di appena 16 anni. I baby imputati hanno superato con successo la messa alla prova (un istituto disposto dal giudice minorile per consentire la riabilitazione dei più giovani) durata diversi mesi e con un programma di recupero personalizzato per ognuno dei sette giovani. L’estinzione del reato è stato ravvisato dal gip del Tribunale per i Minori Ada Colluto. I reati, a vario titolo, di detenzione divulgazione di materiale pedopornografico venivano contestati ad un 17enne ed un 16enne di Trepuzzi, una 17enne e un coetaneo, due 18enni ed un 15enne di Lecce ed un 17enne di Cellino San Marco (comune in provincia di Brindisi).

La vicenda risale a marzo del 2015. L’inchiesta della Procura è venuta a galla dopo un servizio televisivo andato in onda su un’emittente privata. E’ stato così scoperto un vero e proprio giro di video hot inseriti nelle memorie degli smarthpone tramite WhatsApp che vedevano coinvolti i ragazzini intenti a fare sesso con una ragazzina. E il nome stesso della giovane residente a Lecce (inizialmente persona offesa) era finito nel registro degli indagati con l’accusa di divulgazione di pornografia minorile per aver inviato via chat i filmati che la ritraevano mentre consumava rapporti sessuali.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Maria Cristina Rizzo e dal sostituto procuratore Anna Carbonara, è stata lunga e complessa ed anche molto tecnica. I telefonini ed i computer sono stati sequestrati per scremarne il contenuto. E poi gli inquirenti hanno avviato una serie di indagini tradizionali: ascolti di persone informate dei fatti (circa una ventina) e interrogatori degli indagati. Anche la minorenne è stata ascoltata. In lacrime davanti agli inquirenti confessò di aver partecipato alle orge e di averlo fatto “perchè attraversava un momento della sua vita particolarmente difficile”. In alcune conversazioni raccolte dagli inquirenti poi la 16enne faceva esplicito riferimento ai molteplici rapporti e incontri avuti con i suoi amici fuori dalla scuola. Altre in una casa. E alcuni filmati sarebbero stati girati dalla stessa minorenne.

L’inchiesta si è poi sfilacciata in un secondo troncone. Un video sarebbe stato pubblicato su un noto sito porno e gli atti sono stati trasmessi alla Procura ordinaria. Il pubblico ministero Maria Vallefuoco ha aperto un fascicolo d’indagine. I baby imputati erano difesi dagli avvocati Vincenzo Magi, Cosimo Rampino, Michele Palazzo, Massimiliano PetrachiFrancesco De Jaco, Umberto Bisciotti, Mario Fazzini e Cristiano Solinas.

F.Oli.

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